Lo scorso anno, passata la stagione delle nevicate abbondanti, ci potemmo finalmente dirigere verso questo piccolo paese circondato da boschi, alla ricerca di un luogo di cura, o persino di di villeggiatura verrebbe da dire, data la bellezza del luogo. La giornata tiepida ma con un cielo carico di nuvole rese questi vecchi edifici per noi una silenziosa reggia.
La scorsa estate, mentre mi trovavo in Centro Europa, un tedesco mi accompagnò in questo mostro di travi arruginite, ricoperte di polvere nera. Già la conoscevo questa enorme bestia, ed era uno dei luoghi che mi fecero pianificare quel tour in cinque paesi.
Stessa estate, stesso tour, di nuovo un altro olandese, ma oltre confine, in Germania. Le miniere in zona si possono scoprire casualmente. La presenza di meravigliose torri di sollevamento le fanno scorgere a distanza.
Altro recupero dall'archivio, risalente ad oltre due anni fa. In uno dei manicomi italiani lasciati soli in compagnia di alberi e del vento, percorrevo queste enormi stanze. La giornata era molto ventosa, quindi fischi, porte e finestre che sbattevano, tenevano alta l'attenzione.
Un titolo macabro forse, ma adatto a chi con la fantasia dipinge di racconto queste esplorazioni di luoghi inusuali. Mi capitò di recente di visitare questo castello, più correttamente un antico palazzo nobiliare.
Non sono solito ad usare termini che evocano sensazioni negative, quando si tratta di luoghi in abbandono. Generalmente generano in me un senso di quiete, di isolamento, di fuga, di ricordo, di profondità.
Altra tappa tra le diverse compiute nella ex DDR. Chiedendo ai soci all'estero mi dissero che in quell'area un carro armato ci fosse, ma non mi seppero dare esatte indicazioni. I carri c'erano, ne trovammo pure altri, come pure altre tonnellate di ruggine russa.
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Overdose di zuccherifici in questi ultimi mesi. Questo è ridotto forse un po' male, ma l'aspetto da rudere lo rende un oggetto di pregio archeologico.