A circa 20 chilometri a sud di Bruxelles, a Tombeek, si trova quel che rimane di un sanatorio, inaugurato nel 1937.
Il sanatorio Joseph Lemaire prese il nome dal direttore della Prévoyance Sociale, l'ente committente, che commissionò i lavori all'architetto Maxime Brunfaut, per destinarlo alla cura di 150 pazienti maschi.
I principi funzionalisti applicati alla costruzione hanno permesso un suo rapido reimpiego negli anni successivi per altri scopi, essenzialmente di natura sanitaria.
Malgrado il suo rilievo per l'architettura Belga l'edificio è rimastro in abbandono alla mercè del degrado ambientale e del vandalismo per 50 anni. Dallo scorso dicembre sono iniziati lavori di ristrutturazione che permetteranno un suo reimpiego.
Il luogo è costituito dalla struttura principale del sanatorio, a cui si accede da un ingresso coperto, con a fianco la casa del guardiano. A destra del lungo viale di ingresso si trova la casa del dottore, o ciò che ne resta. Una parte è bruciata internamente, in una stanza si trova un archivio e alcune vecchie macchine da cucire, strano a dirsi dati i ripetuti fenomeni di vandalismo nell'area. Poco piò sotto rispetto al saantorio, sono presenti anche una centrale termica, lavanderia e strutture per il personale.
La struttura si presenta ormai solo nelle sue forme scheletriche e, sebbene alcuni elementi architettonici rimangano come colonne o pareti esterne ricoperte di piastrelle, povera quindi di ogni dettaglio relativo alle attività svolte. Regole del modernismo furono applicate, studiando nuove modalità cotruttive. Può raccontare ancora molto da un punto di vista architettonico ma ogni altro aspetto è ormai perduto.