Aggiungo un altro pezzo di storia siderurgica del nostro paese che racconta tutto il Novecento, e resta ora vuoto testimone, gusci di travi e cemento anneriti. Fece fortuna col rottame, fuso e lavorato nel laminatoio. Poi con la Prima Guerra arrivò un altro periodo florido, a causa delle commesse militari. Sopravvissuta anche alla crisi del '29, alla vigilia della Seconda Guerra divenne anche acciaieria.
Di nuovo ebbe un duro colpo alla produzione poco prima della fine della guerra a causa di un bombardamento che colpì gli stabilimenti. La ripresa avvenne ma preferendo la produzione dei bulloni al tondino, essendo quest'ultimo tradizionalmente un pezzo forte di un'altra area del paese. La crisi del settore negli anni Settanta segnò però l'inizio del declino dell'attività, per chiudere definitivamente dopo un'altra ventina di anni.
Lo stato di abbandono è sottolineato dalla presenza negli uffici all'ingresso del sito di extracomunitari che vi hanno trovato rifugio. Li abbiamo incontrati, salutati, ognuno poi ha proseguito per la propria missione. Le solitarie, polverose, enormi e fredde aree della produzione sono alquanto inospitali per chi cerca rifugio.