Lungo uno dei più importanti percorsi italiani di archeologia industriale giace ormai circondata dalla vegetazione questa fabbrica per la lavorazione della lana.
E' stata violata come altri simili luoghi da vandalismo, furti, dimora di rifugiati senz'altra speranza, e presto o tardi oggetto di recupero con esito che solo l'interesse del momento può determinare.
Datata nel periodo che risale alla vigilia della Seconda Guerra Mondiale, di stampo razionalista, si compone di una parte orizzontale, con capannoni a shed, ed una verticale.
Qualche traccia di vissuto risparmiata da una rovina perenne rimane come raro testimone, in mezzo a rifiuti, al silenzio rotto da qualche goccia d'acqua.