Il giorno che andammo a decine di metri di altezza sull'altoforno non trovammo altro miglior modo per concludere la giornata che invertendo la direzione. Gli amici belgi mi portarono quindi sotto terra, nelle cave di marna in Olanda, vicino a Maastricht.
Per quanto note e alquanto frequentate a livello locale, le cave riservano comunque sorprese alla prima visita. La libertà di infilarsi in ogni anfratto è prerequisito indispensabile per mantenere vivo un interesse che la visita guidata avrebbe distrutto sul nascere. Diciamo che una guida è comunque necessaria, perchè il percorso è talmente intricato che dopo poche decine di metri è facile perdersi un una moltitudine di corridoi e ampie stanze senza una riconoscibile via di uscita.
Le parti vicine agli ingressi deludono, la notorietà di un luogo di facile accesso porta con se la possibilità di essere dimora del cretino, quell'essere che non conosce rispetto, e che non trova altro di meglio da fare che distruggere o imbrattare.Penetrando più a fondo la varietà degli ambienti si rivelava in tutte le sfumature.
Fotografare là dentro è abbastanza difficile, una sola fonte di luce non è a volte sufficiente, e l'umidità non permette di impiegare con efficacia torce per "dipingere di luce" gli spazi, a causa dell'umidità che crea un velo sull'immagine. Fu necessaria quindi la collaborazione del quartetto per posizionare diverse fonti luminose.
Le cave hanno una lunga storia da raccontare. Risalgono almeno all'epoca medioevale. In alcuni punti sono visibili antiche incisioni, più veritiere perchè poste a diversi metri di altezza, confuse con altri simboli aggiunti in epoche successive.
Dopo aver trascorso quattro ore, inclusa pausa caffè e merenda con wurstel cotti con fornello a gas, riprendemmo la via della luce.