L'incidente di Chernobyl: 26 aprile 1986 - Ucraina

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Riprendo di seguito parte di uno scritto che mi è stato fornito senza  porre vincoli da una persona che ringrazio molto, mi ha evitato una lunga ricerca per raccontare  le cause e fasi dell'evoluzione dell'incidente nucleare più grave finora accaduto. Ho estratto la parte  più significativa del testo, adattandola alle  mie  intenzioni, aggiungendo alcune immagini e riferimenti ai video ricavati da Internet, ma rimanendo fedele ai contenuti e  le posizioni espresse  nel testo originale, che almeno in generale condivido, o forse in altri casi non ho del tutto la possibilità di pensarli diversamente. Fu scritto nel 2006. Nel testo vi sono alcune ripetizioni rispetto al mio precedente articolo sulle centrali e il loro funzionamento, ma con dettagli necessari per comprendere le cause e le dinamiche dell'incidente. Buona lettura.

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La centrale dopo l'esplosione nel reattore  #4

Il reattore negli anni settanta e ottanta non era così ben conosciuto, per gli ovvi problemi di sicurezza che durante la guerra fredda impedivano la libera circolazione delle informazioni, ma per quanto si poteva dedurre, la lobby atomica internazionale era estremamente interessata al progetto. Forse ora qualcuno nega, ma un'attenta analisi dei contatti intrapresi dai vari soggetti internazionali ,e perché no anche “nostrani” con l'allora nuovo governo Sovietico guidato da Michail Gorbaciov, fuga ogni dubbio.

Si tratta di un reattore di grande potenza, estrema versatilità, funzionante anche con uranio impoverito e produce materiale fissile per usi militari, grande economicità di esercizio, non è necessario spegnerlo quasi mai, insomma un gran bel progetto.Malgrado la propaganda contro l'Unione Sovietica la tecnologia nucleare non viene mai evidenziata, nel bene o nel male. Meglio non correre il rischio di attrarre l'attenzione anche verso quella occidentale.

La costruzione della centrale inizia negli anni settanta, il reattore UNO fu commissionato nel 1977, fu seguito dal DUE (1978), dal TRE (1981) e dal QUATTRO (1983) nel 1986 erano in costruzione il CINQUE e il SEI. Una centrale nuovissima quindi e non un vecchio ammasso di rottami obsoleti, come propagandato in un primo tempo.

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Vista dal bacino artificiale

E' il 25 aprile 1986, i reattori ultimati sono tutti in funzione e così come avviene ovunque durante lo svolgersi del normale esercizio delle cose, si avvicendano manutenzioni, verifiche e test. I Test sono una delle componenti fondamentali dell'esercizio di una centrale nucleare.

In cosa consisteva il famigerato test del 26 aprile 1986?

Semplicemente nel verificare la possibilità che in caso di guasto della fornitura di vapore alle turbine fosse possibile, sfruttando l'energia generata per inerzia dai turbo alternatori, alimentare le pompe di raffreddamento e i meccanismi di movimentazione delle barre di controllo, al fine di spegnere il reattore, prima dell'entrata in funzione dei gruppi elettrogeni diesel di emergenza. Un test logico tendente a verificare la sicurezza di esercizio del reattore anche in caso di guasto importante. Il reattore doveva essere in grado di spegnersi autonomamente con i propri mezzi.

A questo punto si deve tener conto di un altro dato importante, il fattore umano.Lavorare alla centrale nucleare, la più grande del mondo, vivere a Prypiat la cittadina modello dell'URSS, ed il semplice fatto di essere stati scelti per questo incarico. Tutti, uomini e donne sentivano di essere dei privilegiati e il loro incarico la loro funzione qualsiasi essa fosse stata li rendeva orgogliosi e fieri di servire la loro nazione con un compito così importante.

Quanti e quali discorsi trionfalistici, quali miti, saranno stati scomodati, quasi certamente anche Yuri Gagarin e lo Sputnik, la propaganda non avrà avuto limiti.Ma era pur sempre un privilegio e una grande fortuna lavorare lì, teniamone sempre conto.

Si era già tentato un test simile, ma con esito negativo, non ci è dato saper le esatte circostanze di tale “fallimento”, non è di fondamentale importanza, ci basti semplicemente sapere che l'energia residua non era stata sufficiente e ci si era dovuti servire dei gruppi elettrogeni di emergenza che per altro avevano garantito un'eccellente prestazione. Nel frattempo i turbo generatori erano stati migliorati con l'aggiunta al sistema di uno speciale generatore di campo magnetico, appunto, da testare.

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Sala di controllo

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Sala di controllo

Nelle immagini si vede la sala controllo della centrale, il luogo dove si sono prese le decisioni, impartiti ordini e comandi necessari allo svolgimento del test.

Prima di affrontare i momenti decisivi del test e di tutto quello che ne seguì, ritengo importante al fine di una migliore comprensione degli avvenimenti e soprattutto per non incorrere in grossolani errori anche dettati da cause emotive, descrivere tutte quelle caratteristiche tecniche e operative che con il senno di poi e le indagini eseguite, hanno trasformato il test in una catastrofe.

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Immagine recente della sezione controllo barre del Reattore 3

Tornando alle caratteristiche del reattore RBMK, caratteristiche che lo rendevano un “buon reattore”, tutti i vantaggi purtroppo avevano e hanno un prezzo, un prezzo troppo alto. In tutti i reattori nucleari, anche in quelli occidentali “sicuri” c'è un prezzo da pagare, non ce li hanno ancora svelati tutti e speriamo non ce li svelino mai nei tempi e nei modi che ben tristemente conosciamo.

La speranza futura è che il prezzo da pagare sia solo quello puramente economico, necessario al loro smantellamento.

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L'RBMK poteva utilizzare carburante nucleare a basso costo e addirittura scorie riciclate, ma per fare ciò era moderato a grafite e raffreddato ad acqua: la grafite ad alte temperature a contatto con l'ossigeno atmosferico si incendia. Moderatore (grafite) e refrigerante (acqua) due materiali diversi, la diversità tra moderatore e refrigerante gioca un ruolo di primo piano.

Nei reattori a pressione VVER (e anche nei PWR occidentali), quando si perde l'acqua di raffreddamento diminuiscono le reazioni nucleari a catena perché non vengono più rallentati neutroni. In questo caso le barre di controllo sono un secondo sistema di sicurezza. 

Ma quando il moderatore è grafite e si perde l'acqua di raffreddamento i neutroni continuano ad essere rallentati dalla grafite e le reazioni a catena proseguono indisturbate. Questa caratteristica è detta coefficiente di vuoto e nel nostro caso si tratta di un coefficiente di vuoto pericolosamente positivo, perché al formarsi di bolle di vapore all'interno del refrigerante la reazione aumenta in modo incontrollato. Ancora peggio, alle basse potenze, il coefficiente positivo non è compensato da altri fattori, rendendo il reattore instabile e pericoloso. 

A questo punto l'inserimento delle barre di controllo diventa cruciale, ma il sistema di inserimento delle barre di controllo è esageratamente lento nell'RBMK (forse per via delle dimensioni del reattore) 20 secondi contro i meno di 2 in tutti gli altri reattori al mondo. In ogni modo la velocità di inserimento è data dalla fornitura di energia elettrica, che in caso di blackout deve essere fornita da sistemi esterni (gruppi elettrogeni) al fine di poter gestire separatamente ogni gruppo di barre di controllo (dalle 30 alle 36 per ogni gruppo).

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Barre di controllo del reattore  RBMK

Le barre di controllo, costituite di carburo di boro, hanno all'estremità una punta in carbonio che, nella fase iniziale di inserzione delle stesse, inizia ad aggiungere reattività, invece di diminuirla. 

La più importante caratteristica negativa di questo reattore è di possedere una grande instabilità a basse potenze. Ciò significa che, se la potenza aumenta o il flusso dell'acqua diminuisce, c'è un aumento di produzione del vapore nei canali in cui è contenuto il combustibile, cosicché i neutroni che sarebbero stati assorbiti dall'acqua più densa, darebbero origine invece ad un numero maggiore di fissioni nel combustibile. Comunque, all'aumentare della potenza, aumenta la temperatura del combustibile e questo ha l'effetto di ridurre il flusso di neutroni (coefficiente di combustibile negativo). L'effetto complessivo di queste due opposte caratteristiche varia con il livello di potenza. Quando si opera normalmente ad alta potenza, predomina l'effetto temperatura, di modo che non hanno luogo escursioni di potenza per eccessivo surriscaldamento. Ma a potenze più basse, a meno del 20% di quella massima, l'instabilità è dominante ed il reattore diventa propenso ad improvvisi sbalzi di potenza.

Questo sarà il maggior fattore che influirà sull'incidente.

Infine, come accennato, i reattori RMBK non posseggono né dispositivi di purificazione delle emissioni gassose né, viste le enormi dimensioni, edificio di contenimento, un simile edificio avrebbe almeno, se fosse resistito, diminuito notevolmente e rallentato la fuoriuscita di radioattività nell'ambiente.

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Sezione turbo alternatori

Il reattore RBMK come già descritto è diviso in due sezioni. Con tale disegno è possibile fermare per manutenzione metà reattore. Eravamo in questa condizione di fermo al 50% dell'unità 4 il 25 aprile 1986, il combustibile, ormai quasi esaurito, doveva essere sostituito anche nell'altra sezione.Si pensò di sfruttare questo fermo per effettuare il test “quale occasione più propizia”.

A questo punto nascono una marea di interrogativi, ai quali non è mai stata data risposta ufficiale,definitiva e veritiera, o meglio nel caso questa risposta ci sia stata non è mai stata resa pubblica.

Purtroppo questa non è un'eccezione Sovietica, le centrali “tutte di tutto il mondo” e i loro incidenti sono circondati dal più grande riserbo sempre, al punto che probabilmente moltissimi incidenti, definibili minori, non sono mai stati resi noti, forse nemmeno alla loro struttura interna, figuriamoci le loro motivazioni tecniche.

Perché fare il test al momento del fermo del reattore, con il medesimo avente un 75% di barre di combustibile quasi esaurite e quindi molto avvelenate dalla miriade di prodotti di fissione, cioè da isotopi radioattivi (con l'aggravante dell'avvelenamento da Xeno).

Sarebbe stato molto più adeguato il periodo successivo alla ricarica ed all'eventuale mantenimento, perché, in ogni caso, sarebbe stato necessario provare il reattore prima di immetterlo di nuovo nella rete.

Perché sconnettere i sistemi di emergenza cosa proibita dai manuali operativi dell'impianto, avrebbero spento automaticamente il reattore in caso di malfunzionamento, forse avrebbero impedito il test? Ma in questo caso si era concettualmente in errore proponendo tale metodologia.

Perché durante lo svolgimento del test, secondo il rapporto dell'agosto 1986 della commissione governativa, gli operatori rimossero almeno 204 barre di controllo delle 211 presenti, lasciandone solo 7. Anche questa condizione è vietata dai manuali operativi, che pongono a 15 il numero minimo di barre nel reattore RBMK-1000 in funzione.

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Movimentazione barre  nel reattore 3

Perché è stato premuto più volte il pulsante AZ5.

Le vere motivazioni, le vere decisioni, prese sul campo non le sapremo mai. Più di una commissione e più volte hanno analizzato i fatti. Oggi si può dire, quasi con estrema certezza come è avvenuto l'incidente ma nessuna commissione potrà mai dire con assoluta certezza il perché.

A questo punto credo si debba e sia doveroso cercare di capire come si sono svolti i fatti, sforzandosi, immedesimandosi, mettendosi nei panni del personale in servizio al reattore 4 in quelle famigerate giornate del 25-26 aprile 1986.

E' il 25 aprile 1986, nel primo mattino, si iniziano le procedure nel reattore numero 4. Per effettuare il test bisogna vastabilizzare il reattore alla potenza di 1600 MW termici, quindi scendere dalla potenza nominale (3200 MW termici).

 Qui iniziano le varie difficoltà di interpretazione, i dati rintracciabili sono differenti e quindi necessita la massima cautela per evitare di incorrere in grossolani errori o eccessive semplificazioni che non permetterebbero una serena analisi.

 Al fine di consentire una più trasparente analisi dei fatti, in particolari momenti ho riportato parti di due cronologie, a mio avviso interessanti, che aggiungono ulteriori dettagli, in inglese, azzurre un sito non ufficiale olandese e verde del sito ufficiale Ucraino chnpp.gov.ua.

 Video che mostra  graficamente la variazione di potenza  con il procedere dell'esperimento (tratto da Progetto Humus)

25 aprile 1986

01:06 Iniziò il test, si iniziò a diminuire la potenza del reattore

03:47 La potenza venne ridotta a 1600 MW(t) il 50%

07:10 TRM is equal to 13,2 roads.

13:05 HG-7 is disabled from grid (first of two HG, being part of Unit)

14:00 RECS was cut off from coolant circuit. A delay in tests program performance on the requirement of Kievenergo dispatcher (RECS hasn’t been put into operation, the reactor continued to work on thermal capacity 1600 mwt).

Il sistema ECCS (emergency core cooling system) venne disattivato come procedura richiesta dal test al fine di evitare l'interruzione del test stesso. Questo non avrebbe contribuito a evitare l'incidente ma se ECCS fosse stato attivo “forse” avrebbe potuto ridurre l'entità del danno.

Si attese l'autorizzazione da Kiev per ridurre la potenza e iniziare il test , ma l'energia prodotta dal reattore 4 era necessaria al eraomento e quindi bisognava attendere che il gestore della rete elettrica acconsentisse alla riduzione, pertanto il reattore doveva essere mantenuto alla potenza di 1600 MW(t) . E' solo intorno alle 23 che arrivò l'autorizzazione. (1)

23:10 Giunse l'autorizzazione da Kievenergo e iniziò la riduzione di potenza

26 aprile 1986

00:05 At thermal reactor capacity about 500 mwt during transition from local capacity regulation system on an automatic capacity regulator of the basic range on unprovided by the program decrease in thermal capacity approximately up to 30 mw has been committed. Capacity rise is started.

Iniziò la riduzione di potenza fino a circa 720 Mwt. E si continuava a scendere

Ora sappiamo che a causa del coefficiente di vuoto positivo per una configurazione come l'RBMK ci troviamo in una condizione di pre-incidente intorno ai 700Mwt.

00:28 La potenza era ora intorno ai 500 Mwt. A questo punto non sono in grado di dire con certezza come il personale abbia proceduto, ma si sa certamente che la potenza è caduta a soli 30 Mwt circa, a questo punto l'instabilità diviene dominante. Perché la potenza sia caduta così tanto non è chiaro con certezza, è forse lecito sospettare che la diminuzione di potenza sia stata eseguita troppo velocemente, forse affidandosi a un controllo automatico non sufficientemente verificato.

A questo punto il turbo alternatore era a minima potenza e forniva solo 10 Mw elettrici potenza insufficiente per alimentare correttamente i sistemi di raffreddamento.

00:32 (tempo approssimato) gli operatori rendendosi conto della situazione devono aumentare la potenza confidando di poterla stabilizzare intorno ai 700-1000 Mwt disattivando i regolatori automatici e passando ai controlli manuali delle barre.(2)

La potenza viene stabilizzata a circa 200 Mwt insufficienti per il test e perciò in accordo con il capo del servizio vengono ritratte ulteriori barre di controllo aggirando la direttiva che imponeva un minimo di 26-30 barre minime e lasciandone solo 6-8. l'instabilità era imperante e lo Xeno135 mangiava neutroni impedendo l'innalzamento della potenza.

In questa delicatissima situazione a fronte di un improvviso innalzamento della potenza dovuto all'estrema instabilità ci sarebbero occorsi almeno 20 secondi per abbassare le barre di controllo.

00:39:32 – 00:43:35 The personnel according to the tests regulations has blocked an emergency protection signal on two HG stopping (Il personale, secondo il regolamento del test ha bloccato un segnale di protezione d'emergenza su due HG che si stavano fermando)

00:41 – 01:16 Cut off TG -8 from grid for vibrating characteristics removal on idling (the second HG, being part of Unit) (3)

01:03 Nonostante le condizioni di potenza e di instabilità si decise di procedere in ogni caso con il test con questa potenza (200 Mwt invece di 1000 Mwt (4) ), e per farlo come da specifica venne incrementato il flusso di refrigerante, attualmente vi erano in servizio sei pompe di raffreddamento venne inserita la settima.

01:07 Una ulteriore pompa l'ottava venne immessa nel circuito

01:09 Questo fatto causò una caduta di pressione del vapore. Causato dalla velocità eccessiva di estrazione dell'acqua dal nocciolo

A questo punto il disinnesto automatico che avrebbe dovuto spegnere il reattore in caso di perdita di pressione era esclusocolor: #00ae00; (il ECCS era stato escluso alle 14:00 del giorno precedente). In questo lasso di tempo antecedente l'inizio del test la cronologia reperibile discosta lievemente da una fonte all'altra, pertanto riporto due cronologie reperibili in lingua inglese.Sta di fatto che il reattore era molto instabile, gli operatori nel tentativo di stabilizzare la potenza ricorsero ad aggiustamenti manuali frequenti estraendo anche le ultime barre, le direttive imponevano che nel reattore rimanessero inserite almeno 15 barre a controllo manuale, ma anche queste vennero estratte pur di mantenere la potenza stabile per il test.

L'eccessiva portata e velocità dell'acqua causava la caduta di potenza, non è chiaro se gli operatori ridussero il flusso dell'acqua per mantenere la pressione del vapore stabile le fonti sono discordant, in ogni modo sembra che le le informazioni ricevute dagli operatori non evidenziassero nulla di anormale, credettero di aver stabilizzato il reattore e quindi si procedette nel test.

Solo oggi alla luce dei fatti e con il senno di poi possiamo dire che in questa situazione bisognava sospendere il test e spegnere immediatamente il reattore, facendo scendere immediatamente tutte le barre, riattivare ECCS, premere l'AZ5. Oggi tutti gli operatori in servizio allora farebbero così, ma solo oggi.

01:22:30 Si attivò il sistema “Skala” che registra su nastro le attività

Il test

La potenza del reattore si trovava ad un 12% del valore approssimativamente necessario a portare alla massima velocità di rotazione il turbo generatore ed eravamo in queste condizioni a seguito della caduta di pressione.

01:23:04 Iniziò il test, si chiuse l'afflusso di vapore alla turbina TG8 scollegandola completamente, il turbo generatore già sottoalimentato calò ulteriormente il suo rendimento e di conseguenza la potenza elettrica generata. Contemporaneamente iniziò la chiusura delle 4 pompe principali di raffreddamento.

01:23:10 Automatic control rods withdrawn from the core. An approximately 10 second withdrawal was the normal response to compensate for a decrease in the reactivity following the closing of the turbine feed valves. Il controllo automatico ritira delle barre dal nucleo. Un ritiro di circa 10 secondi era la reazione normale per compensare una diminuzione della reattività dopo la chiusura delle valvole d'alimentazione delle turbine

MDA button specially mounted for tests carrying out with the purpose of MDA signal imitation was pushed.

01:23:21 Steam generation increased to a point where, owing to the reactor's positive void coefficient, a further increase of steam generation would lead to a rapid increase in power. La generazione di vapore aumentò fino ad un punto dove, a causa del coefficiente di vuoto positivo del reattore, un ulteriore aumento avrebbe portato ad un rapido aumento di potenza.

01:23:35 Steam in the core begins to increase uncontrollably. Il vapore nel nucleo inizia ad aumentare in maniera incontrollata

Quando il vapore cessò di arrivare alla turbina in un momento di tale instabilità, rimase intrappolato all'interno del nucleo formando rapidamente delle bolle all'interno dei canali. Le bolle di vapore sono meno dense dell'acqua, assorbono meno neutroni e non hanno potere refrigerante. Gli elementi di combustibile iniziarono a surriscaldarsi e la potenza del reattore aumentò piano piano, crebbero le bolle di vapore con esse la temperatura del nocciolo e la pressione del vapore. Contemporaneamente diminuì il flusso dell'acqua refrigerante perché le quattro pompe erano sottoalimentate a causa della continua decelerazione del turbo alternatore. La diminuzione dell'acqua di raffreddamento aumentò la condizione di instabilità del reattore aumentando la produzione di vapore nei canali di raffreddamento. Quando la potenza iniziò ad aumentare visibilmente, gli operatori si resero conto che era iniziata l'emergenza. Solo 36 secondi dall'inizio della prova, era già troppo tardi.

In questi tre secondi sono avvenute diverse cose analizzate dettagliatamente nel rapporto ufficiale dall'accademia delle scienze dell'Ucraina autore Boris I. Gorbachev

The emergency button (AZ-5) was pressed by the operator. Control rods started to enter the core.

Reactor’s emergency protection button EP-5 is pushed; emergency protection roads have begun movement in a core.

Tutte le barre di controllo furono estratte. Venne premuto il tasto AZ5 e le barre di controllo iniziarono la loro discesa nel nucleo, ma troppo lentamente. Consideriamo la lentezza di progetto e l'ulteriore rallentamento dovuto alla carenza di potenza elettrica (il turbo alternatore TG8 non più alimentato stava rallentando sempre più, ulteriormente frenato dal carico elettrico applicatogli). La discesa delle barre di controllo avrebbe potuto ridurre la potenza del reattore solo di un 5% al secondo, ma non bastava. La potenza continuava a crescere in modo spettacolare. In soli 3 secondi la potenza aveva raggiunto i 530 MW(t)gli operatori non furono in grado di prevenire questo eccezionale aumento, stimato nei 4 secondi successivi, a 100 volte la potenza nominale di progetto.

01:23:43 Emergency signals on the runaway period and on reactor capacity exceeding have appeared

A questo punto appaiono i segnali di allarme

01:23:44 Reactor power rose to a peak of about 100 times the design value.

La potenza continuava a crescere in modo spettacolare. In soli 3 secondi la potenza aveva raggiunto i 530 MW(t)gli operatori non furono in grado di prevenire questo eccezionale aumento, stimato nei 4 secondi successivi, a 100 volte la potenza nominale di progetto.

La discesa delle barre si arrestò a metà strada, probabilmente a causa della forte pressione e dalla deformazione dei canali di discesa, pare che si udirono dei colpi, l'operatore tolse corrente al meccanismo di discesa delle barre sperando di farle scendere per gravità, ma ciò non avvenne probabilmente a causa della deformazione dei canali. Riporto integralmente le due cronologie, a questo punto ogni commento diventa superfluo e il voler chiarire ogni singolo attimo è inutile.

Il reattore era completamente fuori controllo, la potenza sviluppata incalcolabile e l'esplosione imminente.

01:23:45 Fuel pellets started to shatter, reacting with the cooling water to produce a pulse of high pressure in the fuel channels.

01:23:46 The first pair of "stopway" MCP is switched - off

01:23:46,5 The second pair of "stopway" MCP is switched - off

01:23:47 Sharp (on 40 %) decrease in MCP discharges not participating in stopway, and uncertain indication of MCP discharges participating in stopway, sharp increase in pressure and rise of a level in drum-separators; signaled "Malfunction in a measuring part " in both automatic regulators of the basic range (1AP, 2AP)

01:23:48 Discharges recovery on MCP, not participating in stopway up to the values close to initial on stopwaied MCP of left side recovery of discharges on 15 % lower than initial; recovery of discharges on right side of stopwaied MCP on 10 % lower than initial for MCP-24 and "uncertainty" for MCP-23; the further increasing of pressure and a level in drums - separators; snapping into action high-speed reducing devices of steam discharge in the turbine condenser

01:23:49 Fuel channels ruptured.

An emergency protection signal "Increase of pressure in reactor space (the technological channel break) "; the signal " there is no voltage=48V" (power supply from muffs servo-motors of a reactor’s control roads and protection system was removed; signals "Malfunction of an actuating part of automatic regulators 1AR, 2AR"

I sistemi di controllo erano stati rimossi, gli attuatori e i regolatori automatici segnalavano disfunzioni.

Le ricostruzioni al computer dicono che a questo punto, le barre di combustibile si stavano rompendo distruggendo i canali, forse anche a causa della caduta per gravità delle barre di controllo. Con la rottura dei canali l'acqua di raffreddamento non aveva più un percorso in cui circolare liberamente, ma solo tra elementi di combustibile rotti e altamente surriscaldati.

A questo punto la prima reazione tra acqua e combustibile generò un'altissima pressione di vapore.

01:24:00 Two explosions occurred. One was a steam explosion; the other resulted from the expansion of fuel vapour

(From record in log book of the senior supervisor of a reactor control). " Strong blows, roads of a control system and protection have stopped, not having reached bottom ends. The key of muffs power supply is removed".
On eyewitnesses evidence, two powerful explosions with a partial destruction of reactor’s compartment and a turbines hall has occurred at this time, a fire has occurred at the Unit 4 ChNPP.

Notizia  al TG1 del 1986 dell'incidente

Altra notizia al TG

L'altissima pressione del vapore generò la prima esplosione che danneggio gravemente la struttura del tetto scagliando in aria il coperchio del reattore, un monoblocco di acciaio di 2000 tonnellate. Per maggiore sfortuna il coperchio ricadendo si adagiò su di un fianco incastrandosi nella struttura in cemento armato, in questi violenti movimenti distrusse condutture e cavi provocando enormi danni. Così come si può vedere nel disegno seguente.

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Passarono pochissimi secondi 2 o 3 ed ecco la seconda vera esplosione, la catastrofe, questa volta era l'idrogeno prodotto dalla reazione ad alta temperatura tra vapore e zirconio che ricopriva le barre e tra vapore e grafite.

A questo punto lascio la descrizione finale dell'incidente a Roberto Renzetti (un professore di fisica Italiano), riportando una parte del suo bel lavoro dedicato all'incidente.

Testimoni all'esterno della centrale hanno visto scagliati all'aria pezzi in fiamme che, nel ricadere, estendevano l'incendio al corpo della centrale stessa. Circa il 25% dei blocchi di grafite fu sparato all'aria in fiamme. Furono scagliati lontano anche pezzi di elementi di combustibile, parti del nocciolo e delle strutture portanti. Le spaccature nel tetto fecero da effetto camino con l'estensione ulteriore dell'incendio. Questo fu l'inizio della catastrofe. Il pennacchio di fumi, contenenti isotopi radioattivi, si alzò per oltre un chilometro sopra la centrale. I componenti pesanti di questi fumi ricaddero più o meno nelle vicinanze della centrale, ma i componenti leggeri, i gas, iniziarono la loro marcia per l'Europa iniziando dal Nord-Est della centrale, dove i venti prevalenti spingevano . Sparito il refrigerante, sparito ogni controllo, finita la geometria del reattore, in qualche parte proseguiva la reazione a catena perché vi era Uranio 235 ed un moderatore (grafite) ancora efficienti (la cosa non sarebbe accaduta in un VVER o PWR perché la perdita del refrigerante avrebbe coinciso con la perdita del moderatore). Saliva la temperatura ed il nocciolo stava fondendo in una massa unica nella quale proseguiva e sarebbe proseguita per molto tempo la reazione a catena. Il nocciolo intanto penetrava nel suolo per oltre 4 metri. Ormai c'era solo da tentare qualche operazione che alleviasse il completo disastro. Oltre cento incendi erano scoppiati nelle adiacenze della centrale. Occorreva fermarli, spegnere la grafite. Non si dimentichi che, a lato dell'Unità 4 vi erano altri 3 reattori funzionanti e che una estensione del disastro sarebbe stata un'apocalisse. Inoltre tutti sapevano che non si aveva a che fare con semplici esplosioni di natura chimica: ora ad esse si sarebbe accompagnata una radioattività incontrollabile e disastrosa. Negli elementi di combustibile dei 4 reattori vi erano oltre 3000 Kg di plutonio e 700 tonnellate di Uranio ed una infinità di isotopi radioattivi ottenuti come prodotti di fissione delle successive reazioni nucleari. Nessuno sapeva bene come impedire o arginare la catastrofe. Centinaia di pompieri intervenuti dalla vicina Pripyat si sacrificarono, essendo esposti per primi ad enormi dosi di radioattività, per tentare lo spegnimento degli incendi (tra l'altro questi uomini intervennero con attrezzature del tutto inadeguate: non avevano vestiti speciali che li coprissero completamente, non avevano maschere con filtri efficienti, non avevano dosimetri adeguati, ...). Ci vollero una ventina di giorni per venire a capo di tutti gli incendi. Ma già a partire dal decimo giorno le emissioni radioattive erano diminuite di molto dopo che si era riusciti a spegnere la grafite (l'incendio della quale pone particolarissimi problemi), il cui fuoco era il maggior responsabile del lancio di radionuclidi in atmosfera. E' stato calcolato che nelle primissime ore le esplosioni hanno lanciato nell'atmosfera 20 milioni di curie di materiali radioattivi e quasi la stessa quantità di gas radioattivi inerti come Xenon 133 e Kripton 85”

Questo era l'aspetto della centrale dopo lo spegnimento degli incendi.

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Il blocco 4 e il tetto del locale turbo alternatori

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Il mitico reporter Igor Kostin in azione

La catastrofe è in atto, come dice giustamente Renzetti, bisogna fare qualche cosa, e farla subito. E' assolutamente riduttivo dire che si mandarono, prima i pompieri di Pripyat e poi tutti i liquidatori, a morte certa senza batter ciglio. L'accaduto era chiarissimo o lo sarebbe stato certamente dopo i primissimi momenti dell'azione. Purtroppo andava fatto subito, non c'era tempo per organizzare qualche cosa di migliore, di più sicuro.

Si disse e si dice tuttora che le autorità Sovietiche non erano preparate a tale evenienza, verissimo, ma nessuno lo è. Non esiste a tutt'oggi in nessuna parte del mondo una struttura perfettamente attrezzata e numericamente sufficiente per situazioni simili, la ragione è semplicissima i costi, costi elevatissimi, decine di migliaia di uomini perfettamente attrezzati, in gradi di raggiungere immediatamente qualsiasi sito nucleare. Ma non solo i costi, una struttura così significherebbe solo che il pericolo è reale, nessuno vorrebbe vivere in questa situazione.

Dovremmo abbandonare la retorica e la propaganda sterile, e ritenerci fortunati che un numero altissimo di pompieri e uomini dell'Armata Rossa e non solo (i liquidatori) hanno sacrificato la loro vita per il nostro bene.

Nessuno li ha mandati a morire a cuor leggero, nessuno ha nascosto loro i pericoli di quello che stavano facendo. Era tutto chiaro qualcuno doveva morire per fare tutto quello che era possibile, e tutto è stato fatto allora, è adesso che non facciamo quello che dovremmo fare.

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 Il monumento ai liquidatori

Per rendersi conto delle proporzione dell'opera dei Liquidatori sarebbe sufficiente vedere il numero dei mezzi utilizzati per la bonifica dell'area.

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Una delle tante squadre di liquidatori

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Vista di una parte del cimitero dei mezzi usati dai Liquidatori

Quello che si può vedere nell'immagine non rappresenta che la minima parte dei mezzi utilizzati, i mezzi più contaminati sono stati stoccati in grandi buche nel terreno e ricoperti di terra.

Si dirà in seguito che il direttore V.P. Bryukhanov aveva esperienza solo di impianti a carbone anche il capo ingegnere, Nikolai Fomin, proveniva da impianti convenzionali anche Anatoliy Dyatlov, capo ingegnere dei reattori 3 e 4 aveva solo una limitata esperienza con reattori nucleari, per lo più su piccoli esemplari di reattori VVER progettati per i sottomarini nucleari sovietici.

Inoltre gli operatori della centrale non erano a conoscenza dei problemi del reattore. Secondo uno di loro, Anatoliy Dyatlov, i progettisti sapevano che il reattore era pericoloso in certe condizioni, ma nascosero intenzionalmente tale informazione. Riguardo le cause dell'incidente esistono due ipotesi contrastanti. La prima, pubblicata nell'agosto 1986 attribuiva tutta la responsabilità agli operatori dell'impianto. La seconda, proposta da Valeri Legasov e pubblicata nel 1991, attribuiva l'incidente a debolezze nel progetto del reattore RBMK, in particolare alle barre di controllo.

La più grande catastrofe nucleare del dopoguerra, può e deve diventare un forte insegnamento per l'umanità intera, soprattuto per chi è chiamato dal potere della democrazia ad amministrare e guidare le nazioni e i popoli.

 

 NOTE

  1. Penso che a questo punto tutta quella che era l'organizzazione del test subisce notevoli modifiche. L'autorizzazione giunge solo alle 23, il personale in servizio era già stanco e sotto stress per la lunga attesa, avevano preventivato di effettuare il test in giornata.

  2. Se in questo momento si fossero attivate le procedure di spegnimento, non saremmo qui oggi a descrivere questa catastrofe. Il personale in servizio già stressato pensò, forse con troppa sicurezza, di poter sistemare la cosa, erano in gioco innumerevoli fattori. Non dimentichiamo la professionalità e il prestigio, forse il fermarsi qui avrebbe avuto dei risvolti negativi (ma a che prezzo)

  3. Questa è la prima incongruenza vera delle cronologie

  4. chi e perché si autorizzò, penso che il nocciolo della questione risieda sempre nelle precedenti note 1 e 2

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