Che cos’è l’Esplorazione Urbana?

Premessa

Probabilmente se avessi stabilito una diversa priorità nella definizione delle tematiche da affrontare nel blog, non ci sarebbero state inutili polemiche e fastidi con la lettura dell’articolo “Storia dell’Esplorazione Urbana in Italia”.
Tra le critiche principalmente mosse qualcuno ha sostenuto che avrei dovuto definire che cos’è l’esplorazione urbana, ma quell’articolo era rivolto principalmente all’interno di un ambiente che già dovrebbe aver già maturato una propria interpretazione di questi termini. Serviva piuttosto una chiarezza iniziale, una sorta di pulizia autunnale di realtà web che finora avevano avuto eccessiva esposizione, rispetto al loro intrinseco valore, ed altre, di cui purtroppo non ho potuto trattare ampiamente nella necessaria sintesi iniziale. Questo detto con la consapevolezza che sia una interpretazione personale, ma basta uno sguardo nel web con la dovuta conoscenza, per comprendere che per l’Italia questo sia il nuovo punto di inizio. Oggi però con questo termine possono essere inclusi siti web, come a mio parere quelli dedicati alla speleologia urbana, che possono del tutto o marginalmente rientrare in questa definizione. Se ne tratterà in un prossimo futuro.

Si ricorda ancora che Derelicta.net, come dichiarato nella pagina dei “Contatti” del sito, non promuove l’esplorazione urbana, ma la presenta per ciò che essa è. Non si consiglia quindi di intraprendere questa attività senza aver acquisito una consapevolezza dei rischi connessi, ed adottato ogni mezzo per gestirli, dato che il termine stesso esplorazione comprende in sé il muoversi in spazi non conosciuti, ed ancor più pericolosi qualora essi abbiano anche perso la loro funzione originaria, nel caso dell’abbandono, e quindi con condizioni di difficoltosa agibilità.

Definizione

Cos’è quindi l’Esplorazione Urbana?
E’ impossibile dare una risposta sufficientemente sintetica, valga quindi la definizione già data nel primo articolo come punto di partenza, ovvero “una diversa e alternativa frequentazione di luoghi urbani e industriali”.
E’ diversa in quanto si frequentano luoghi con un diverso scopo, che è appunto quello di esplorarli, diversamente dalla ragione principale che ci porta normalmente a frequentarli, ovvero per soddisfare un bisogno, ovvero l’abitare, il lavorare, trascorrere vacanze, curarsi, ecc. Alternativa, in quanto il luogo viene “letto” diversamente, vivendolo in modo avventuroso o con scopi fotografici, di documentazione, ecc.
Dato che il tema è già stato affrontato in precedenza, con un testo purtroppo in sola lingua inglese, già recensito a suo tempo su Derelicta.net, si riprendono alcune utili definizioni sufficientemente esaustive. Il testo è “The Art of Urban Exploration”, edito nel 2004 da Ninjalicious, che se ne andò lo stesso anno per una grave malattia.

L’Esplorazione Urbana era messa a fianco di pratiche che possono essere facilmente accostate ad essa, ovvero l’infiltrazione e l’avventura urbana, in un chiaro diagramma, che è interessante riproporre senza traduzione:

Per avventura urbana si intendono quindi una serie di attività praticate in spazi urbani che hanno come motivazione principale il divertimento.
L’infiltrazione prevede l’ingresso in luoghi che si caratterizzano per l’essere in piena attività, ma non trattando personalmente questo aspetto non se ne approfondisce la natura. Il sito web Infiltration.org, in lingua inglese, è uno dei migliori strumenti per chi fosse interessato.
L’esplorazione urbana si rivolge invece a luoghi in cui l’aspetto ludico e di intrusione si riduce a favore di una ricerca, condotta per scopi diversi a seconda delle finalità che spingono ad addentrasi in un luogo o spazi esterni.
E’ chiaro però che tra le tre definizioni esistono aree di intersezione in cui una precisa definizione e distinzione diventa meno comprensibile.

Luoghi in abbandono

In questo ampio panorama è necessario mettere ordine. Trattando Derelicta.net di Esplorazione Urbana che predilige aree in abbandono, ma non limitandosi ad esse, ed avendo uno scopo anche parzialmente (per ora) documentale e fotografico, si affronta in questo articolo questo tipo di approccio.

Partire dai luoghi in abbandono permette una trattazione più vicina alla natura stessa di Derelicta.net, essendo la cosa insita nel nome e nel progetto stesso.
Di nuovo con approssimazione, si può definire un luogo in abbandono una zona nella quale si rende sufficientemente evidente un disinteresse a proteggere l’area, per la presenza di chiari punti di “libero” accesso, quali muri e porte sfondate, fenomeni di furti, vandalismo, soggiorno, soprattutto se protratti nel tempo.

Non si intende indagare in questa sede l’aspetto del permesso per accedere a tali aree. E chiaro che nella nostra società il concetto di proprietà privata vale per ciascun luogo che si trovi al di fuori della propria, e quindi di proprietà è da considerarsi anche lo spazio pubblico. E’ più semplice trattare la natura dell’Esplorazione Urbana dei luoghi in abbandono per finalità documentali e fotografiche dato che in questo caso è minore l’impatto tra l’aspetto esplorativo e l’eventuale restrizione imposta alla frequentazione di un luogo.
E’ diverso il caso in cui il concetto di abbandono si fonda con la definizione di spazio chiuso. Sebbene il confine tra i due termini porti a possibili contraddizioni, in generale dovrebbe prevalere un approccio di natura etica, pertanto al luogo effettivamente chiuso dovrebbe corrispondere una rinuncia all’attività di esplorazione. Derelicta.net adotta e promuove questo tipo di atteggiamento nei confronti dell’Esplorazione Urbana. L’approccio generale dovrebbe esere quello di condanna di ogni tentativo di intrusione che comporti la forzatura degli accessi e la sottrazione di oggetti trovati nel corso della visita. Non si tratta di posizioni integraliste, è semplicemente una questione di buon senso.

Attività fotografica

L’attività fotografica quindi non è indispensabile per la definizione del termine, visitare un luogo non richiede necessariamente l’impiego di metodi di registrazione. Infatti alcune persone pur considerando il ricorso alla fotografia lo ritengono secondario, e si osservano i risultati nel web stesso, con immagini che non considerano minimamente criteri di composizione, qualità dell’immagine, inquadratura del soggetto, scattate con semplici mezzi come il cellulare. Qui infatti prevale un carattere avventuroso, ma a volte ciò può essere imposto dalle condizioni stesse che possono rendere difficoltoso l’aspetto esplorativo, per scarsità di luce, condizioni di pericolo, ecc. Sono aspetti maggiormente rilevabili nei paesi anglosassoni, o la Russia ad esempio, rispetto al nostro paese dove la qualità della fotografia è maggiormente tenuta in considerazione.

Valga solo come esempio approssimativo ma negli Stati Uniti il solo possesso di un cavalletto e zaino può generare sospetti e reazioni repressive non rilevabili ad oggi in Italia, mentre in Russia permane una condizione di difficoltà di avvicinare determinati luoghi, per ragioni intrinseche alla storia di quel paese.
Nel nostro paese la fotografia di luoghi in abbandono è una componente importante dell’Esplorazione Urbana. Non che negli altri paesi, soprattutto europei, ciò non sia altrettanto vero, ma in altre nazioni sono più rilevanti altre attività meno presenti in Italia, che siano meramente avventurose, o con infiltrazione nei luoghi, in altezza o in spazi sotterranei, tra le quali una delle più pericolose consiste nell’esplorare rami delle linee metropolitane. Non mi è noto almeno personalmente di qualche gruppo che in Italia pratichi questa attività. E’ più probabile che se ciò accada è dovuto a persone provenienti dall’estero, ad esempio dai paesi anglosassoni.
Un fenomeno web abbastanza rilevante per il lato fotografico sono le community nel social web, di cui ho trattato nella seconda parte dell’articolo di natura storica fino ai siti web e forum, per alcuni dei quali si è già ampiamente trattato in precedenza.
In altri casi l’attività fotografica ha una natura più individuale, del tutto assente dal web, condotta per diversi scopi, ad esempio di natura artistica, includendo anche il fotoritratto, ed anche per scopi di ricerca, di cui si rimanda al successivo paragrafo.

Attività documentale

In alternativa ai diversi approcci descritti o accennati l’esplorazione urbana può essere condotta per documentare i luoghi oggetto della visita.
Se ci limitassimo alla realtà internet di cui si è data finora maggiore evidenza, dovremmo osservare che l’attività documentale in Italia è piuttosto scarsa.
I limiti credo siano da cercarsi nei progetti stessi esistenti a livello di forum, i quali non evolvono dal ristretto ambito geografico trattato, o per la mancanza di approfondimento, la natura settaria, l’utenza poco collaborativa, la natura di “tempo libero” più che di studio dell’attività stessa.

Quanto ai siti web se ne è già parlato ripercorrendone la storia. Si tratta perlopiù di siti web che contengono un numero limitato di informazioni, ma la maggior parte non ne contengono affatto.
Il documentarsi è quindi un’attività prevalentemente individuale, che non ha ancora trovato una modalità di presentazione allargata nel mondo virtuale, anche se dietro le quinte qualcosa si sta finalmenten muovendo.
Anche in termini di pubblicazioni si osserva in generale che la tendenza è ricorrere meramente al solo materiale fotografico.
Allargando il campo di osservazione ad attività riconducibili all’esplorazione urbana si trovano realtà che approfondiscono la conoscenza dei luoghi, ma con finalità di reportage, di studio sul singolo soggetto, che esulano da questa trattazione, che riguarda il contesto allargato ad ogni tipologia di settore, di carattere urbano e industriale.

Attività avventurosa

Malgrado questa sia probabilmente una componente inscindibile dalle altre ragioni che spingono una persona ad andare nei luoghi qui descritti, è variabile il peso che le da ciascun individuo.
Personalmente penso che i racconti stessi presenti nel blog abbiano notevoli dosi di avventura, soprattutto se risalgono a tempi precedenti.
Non posso dimenticare una notte trascorsa a Bruxelles passando da aree sotterranee fino alla cima di un alto palazzo. In quel caso l’atto del fotografare fu semplicemente uno mezzo per documentare l’avventura vissuta.

Per evitare che l’Esplorazione urbana diventi un fatto meramente turistico e di breve durata, credo che essa debba tradursi più in uno strumento di documentazione fotografica altrimenti, come si è potuto spesso osservare, tende a perdere di intensità nell’arco di pochi anni.

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Si veda la pagina di presentazione su Derelicta.net: http://www.derelicta.net/index.php/presentazione
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