Boschi Miniere Forni – Libro

“Boschi Miniere Forni” di Calegari e Simoni racchiude già nel titolo il tema trainante di questa storia delle valli bergamasche e bresciane, con il contributo delle esperienze personali di chi l’ha raccontata.

L’editore Grafo, con questa collana dedicata anche alla storia del territorio, ha pubblicato nel 1994 questo indispensabile testo che è utile preambolo ad un altro libro letto di recente sulla storia del tondino bresciano.

Quanto accadde infatti nelle valli citate, nel periodo che va dal XVII° secolo agli inizi del Novecento, è un prologo allo sviluppo della siderurgia che ha giocato un grande ruolo nell’industria pesante del XX° secolo.

In realtà qui si dimostra l’anomalia della Val di Scalve, a Schilpario, dato che la fusione del ferro nei forni fusori di antica tradizione morì solo nel 1950, con la chiusura del forno del Dezzo. Stranamente l’arrivo della Falck a Schilpario, e poi della Breda, nel 1936 non terminò la produzione di ghisa nei forni di pietra, impiegando il carbone da legna, anche questo tradizionalmente prodotto nei boschi della valle.

Tutta questa storia è raccontata in larga parte nei toni personali dei protagonisti di queste vicende, con la quale appare chiara la difficoltà del vivere ai limiti della povertà e della fatica per secoli, e che solo con l’arrivo della Falck si determinò un cambiamento radicale degli stili di vita, ma chiaramente anche l’inizio del declino della tradizione mineraria. Ogni persona racconta episodi personali ma rappresentativi dei diversi ruoli di ciascuno di essi: troviamo così il minatore, il carbonaio, la donna a cui competeva il lavoro a casa, lavorando il lino e accudendo le bestie, ed una dettagliata descrizione dell’attività svolta al forno fusorio e i principi del suo funzionamento.

Diversamente dalla Val di Scalve, nelle valli bresciane, Val Trompia e Camonica, questa tradizione mostrò già punti di crisi profonda verso la fine dell’Ottocento,  rendendo meno facile la ricostruzione storica diretta dell’attività mineraria delle origini. L’ultimo capitolo è dedicato alla ricostruzione dei fatti, attraverso testimonianze documentali. Pochi purtroppo i sopravvissuti.

Il libro di 130 pagine è corredato da una serie di fotografie storiche dalle quali emerge la dura realtà della vita dei minatori e delle loro famiglie.

Seguono alcune immagini tratte dal libro.


Forno del Dezzo (demolito)


Teleferica del Gaffione


Puiàt nei boschi (carbonizzazione della legna)

Boschi Miniere Forni: Cultura del lavoro nelle valli bergamasche e bresciane
di M Calegari e C. Simoni
Ed. Grafo – 1994

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Si veda la pagina di presentazione su Derelicta.net: http://www.derelicta.net/index.php/presentazione
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