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	<title>Derelicta&#039;s Blog</title>
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	<description>Esplorazioni industriali ed urbane</description>
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		<title>L&#8217;autunno a Chernobyl &#8211; #3: un volto meno turistico della Zona di Esclusione</title>
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		<pubDate>Fri, 18 May 2012 13:32:28 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[<p>Delle  sostanziose colazioni di Chernobyl avevo già raccontato nel precedente  tour. Il nutrimento la  mattina del 20 Novembre consisteva in un piatto di pasta accompagnato da un pezzo di fegato, segnando l&#8217;ingresso nei nostri stomaci della cucina  ucraina. La carica energetica ci avrebbe permesso  di rimanere  al freddo e alle <span style="color:#777"> . . . &#8594; Read More: <a href="http://www.derelicta.net/blog/?p=2285">L&#8217;autunno a Chernobyl &#8211; #3: un volto meno turistico della Zona di Esclusione</a></span>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Delle  sostanziose colazioni di Chernobyl avevo già raccontato nel precedente  tour. Il nutrimento la  mattina del 20 Novembre consisteva in un piatto di pasta accompagnato da un pezzo di fegato, segnando l&#8217;ingresso nei nostri stomaci della cucina  ucraina. La carica energetica ci avrebbe permesso  di rimanere  al freddo e alle intemperie sino alla chiusura  del tardo pomeriggio.</p>
<p><a rel="attachment wp-att-2289" href="http://www.derelicta.net/blog/?attachment_id=2289"><img class="alignnone size-large wp-image-2289" title="2011-11-20 07.41.14" src="http://www.derelicta.net/blog/wp-content/uploads/2012/05/2011-11-20-07.41.14-600x225.jpg" alt="" width="600" height="225" /></a></p>
<p>Guidando  nuovamente  verso le centrali a metà del percorso si svoltò nel bosco. In mezzo ad  una distesa di conifere c’è quanto resta di un villaggio per bambini, con svariate decine di casette in legno, alcune ravvivate da disegni sulle pareti esterne.</p>
<p><a rel="attachment wp-att-2290" href="http://www.derelicta.net/blog/?attachment_id=2290"><img class="alignnone size-large wp-image-2290" title="_FOT5115" src="http://www.derelicta.net/blog/wp-content/uploads/2012/05/FOT5115-600x398.jpg" alt="" width="600" height="398" /></a></p>
<p><a rel="attachment wp-att-2294" href="http://www.derelicta.net/blog/?attachment_id=2294"><img class="alignnone size-large wp-image-2294" title="_FOT5148" src="http://www.derelicta.net/blog/wp-content/uploads/2012/05/FOT5148-600x398.jpg" alt="" width="600" height="398" /></a></p>
<p>Non udimmo bambini cantare o piangere, nemmeno ci tormentarono anime del luogo, come  le recenti cronache cinematografiche vorrebbero farci credere. E’ diffuso il pensiero che questi luoghi siano  infestati da misteriose entità, derivate dalla fantasia  popolare, fascino o paura, o residui di traumi d’infanzia forse.</p>
<p><img class="alignnone size-large wp-image-2291" title="_FOT5098" src="http://www.derelicta.net/blog/wp-content/uploads/2012/05/FOT5098-600x398.jpg" alt="" width="600" height="398" /></p>
<p>Il posto emanava invece, come spesso si sperimenta nell’abbandono, una  pace intensa, naturalmente saturato dai colori della natura o dalle  pitture sulle pareti delle capanne in legno. Un paio d’ore furono sufficienti per  indagare ogni aspetto del villaggio, troppo poche  per  apprezzarne  maggiormente atmosfera e contenuto.</p>
<p><a rel="attachment wp-att-2293" href="http://www.derelicta.net/blog/?attachment_id=2293"><img class="alignnone size-large wp-image-2293" title="_FOT5100" src="http://www.derelicta.net/blog/wp-content/uploads/2012/05/FOT5100-600x398.jpg" alt="" width="600" height="398" /></a></p>
<p>Riprendendo apparentemente un filo spezzatosi con la rinuncia del fegato a colazione, le frattaglie comparivano nuovamente nei barattoli di in un laboratorio ittico vicino alla riva del bacino delle centrali. Qui si conducevano esperimenti su organismi acquatici.</p>
<p><a rel="attachment wp-att-2295" href="http://www.derelicta.net/blog/?attachment_id=2295"><img class="alignnone size-large wp-image-2295" title="_FOT5199" src="http://www.derelicta.net/blog/wp-content/uploads/2012/05/FOT5199-600x294.jpg" alt="" width="600" height="294" /></a></p>
<p><a rel="attachment wp-att-2295" href="http://www.derelicta.net/blog/?attachment_id=2295"></a>A piano terra di una palazzina priva di interesse, con abbondanza di materiale sparso sul pavimento, c&#8217;è una piccola stanza in cui regna una totale confusione. Provette, libri, contenitori, barattoli, ecc. In alcuni di questi pesci o parti di essi si conservano ancora in buono stato.</p>
<p><a rel="attachment wp-att-2296" href="http://www.derelicta.net/blog/?attachment_id=2296"><img class="alignnone size-large wp-image-2296" title="_FOT5192" src="http://www.derelicta.net/blog/wp-content/uploads/2012/05/FOT5192-437x600.jpg" alt="" width="437" height="600" /></a>ù</p>
<p><a rel="attachment wp-att-2297" href="http://www.derelicta.net/blog/?attachment_id=2297"><img class="alignnone size-large wp-image-2297" title="_FOT5171" src="http://www.derelicta.net/blog/wp-content/uploads/2012/05/FOT5171-600x398.jpg" alt="" width="600" height="398" /></a></p>
<p>Non distante  le torri di raffreddamento mai terminate arricchiscono il paesaggio.<br />
Mezzora di permanenza nell’area era  un po&#8217; poco, pur avendo già apprezzato nel precedente viaggio  la loro estensione e la dimensione  acustica.</p>
<p><a rel="attachment wp-att-2300" href="http://www.derelicta.net/blog/?attachment_id=2300"><img class="alignnone size-large wp-image-2300" title="_FOT5242" src="http://www.derelicta.net/blog/wp-content/uploads/2012/05/FOT5242-600x398.jpg" alt="" width="600" height="398" /></a></p>
<p>L&#8217;assenza della vegetazione aumentava  il fascino di questi maestose costruzioni , evidenziando le loro forme, ma  incrementando la desolazione  dell&#8217;ambiente attorno alle centrali spente.<br />
Sbattendo con oggetti sulle strutture metalliche il suono rimbalza tra le pareti curve della torre più alta, e si ripete nei cicli dell&#8217;eco generato.</p>
<p><a rel="attachment wp-att-2301" href="http://www.derelicta.net/blog/?attachment_id=2301"><img class="alignnone size-large wp-image-2301" title="_FOT5215" src="http://www.derelicta.net/blog/wp-content/uploads/2012/05/FOT5215-600x398.jpg" alt="" width="600" height="398" /></a></p>
<p>Tornando in questa  incredibile area del pianeta  mi aspettavo di rivisitare molti dei luoghi già conosciuti in precedenza. L&#8217;abbondanza di dettagli della Zona di Esclusione  è però tale da alimentare  a lungo la ricerca e scoperta di situazioni in grado di sorprendere.</p>
<p>Il furgone  si diresse  in una delle tante strade deserte, con interminabili boschi ai lati. Poco più avanti alcuni autocarri ci precedevano. Si entrò in un&#8217;area  in pena attività, con automezzi in fila, di fronte ad una pesa, o punto di controllo. Ai loro lati il simbolo della radioattività su un carico scoperto non lasciava dubbi sulla natura del trasporto.</p>
<p><a rel="attachment wp-att-2302" href="http://www.derelicta.net/blog/?attachment_id=2302"><img class="alignnone size-large wp-image-2302" title="_FOT5257" src="http://www.derelicta.net/blog/wp-content/uploads/2012/05/FOT5257-600x288.jpg" alt="" width="600" height="288" /></a></p>
<p>Capivo che ci trovavamo in una discarica di materiale radioattivo.  In questo luogo sono parcheggiati in buona quantità veicoli, anche  militari, contaminati al tempo delle operazioni di bonifica del territorio a seguito dell’incidente.<br />
Il permesso per visitare  il sito non fu negato, ed accompagnati da  un anziano signore, apparentemente  un responsabile o il direttore dell&#8217;area. Superato un ulteriore  cancello sorvegliato da  una robusta guardia, e due cani per nulla  minacciosi, ci si diresse in una  grande area deserta dove  operavano alcuni mezzi di movimentazione.</p>
<p><a rel="attachment wp-att-2303" href="http://www.derelicta.net/blog/?attachment_id=2303"><img class="alignnone size-full wp-image-2303" title="_FOT5265" src="http://www.derelicta.net/blog/wp-content/uploads/2012/05/FOT5265.jpg" alt="" width="450" height="299" /></a></p>
<p>Approssimandoci al luogo si intravidero i primi veicoli dismessi, che aumentavano continuamente di numero osservando dall’interno di quel cimitero metallico le lunghe file in cui stavano parcheggiati.<br />
Si tratta prevalentemente di autocarri, mezzi di movimentazione e automezzi militari da trasporto. Sul fondo una grossa massa metallica di colore chiaro, sebbene fosse  parzialmente demolita, evidenziava le forme di un enorme elicottero. Un altro giaceva al confine esterno dell&#8217;area.</p>
<p><a rel="attachment wp-att-2304" href="http://www.derelicta.net/blog/?attachment_id=2304"><img class="alignnone size-large wp-image-2304" title="_FOT5270" src="http://www.derelicta.net/blog/wp-content/uploads/2012/05/FOT5270-600x264.jpg" alt="" width="600" height="264" /></a></p>
<p><a rel="attachment wp-att-2304" href="http://www.derelicta.net/blog/?attachment_id=2304"></a><a rel="attachment wp-att-2305" href="http://www.derelicta.net/blog/?attachment_id=2305"><img class="alignnone size-large wp-image-2305" title="_FOT5322" src="http://www.derelicta.net/blog/wp-content/uploads/2012/05/FOT5322-600x398.jpg" alt="" width="600" height="398" /></a></p>
<p><a rel="attachment wp-att-2305" href="http://www.derelicta.net/blog/?attachment_id=2305"></a>Il direttore attese e  lasciò piena libertà di movimento, con l&#8217;unica  regola da osservare: muoversi unicamente  lungo la pavimentazione di cemento senza  entrare  in contatto con i veicoli in quanto contaminati da radiazioni. Scaduto il tempo di permanenza concesso, e fatto ritorno al punto d&#8217;ingresso, il direttore ci accolse in una stanza  dove spiegò nei dettagli le ragioni dell&#8217;attività in corso in quei luoghi, con il supporto di quattro schemi a parete.</p>
<p><a rel="attachment wp-att-2310" href="http://www.derelicta.net/blog/?attachment_id=2310"><img class="alignnone size-large wp-image-2310" title="_FOT5327" src="http://www.derelicta.net/blog/wp-content/uploads/2012/05/FOT5327-600x376.jpg" alt="" width="600" height="376" /></a></p>
<p>La traduzione rapida dal russo evidenziava una attività di smaltimento di materiale  contaminato da radiazioni, una discarica  in cui enormi vasche ricavate nel terreno fanno da  contenitori. E&#8217; evidente  che le modalità di stoccaggio troverebbe ostacoli alla loro realizzazione se si adottassero standard occidentali, ma nemmeno sarebbero permessi impianti  di questa  natura nell’Europa occidentale.<br />
Sorprese sapere che  nel luogo non sono stoccati solo materiali provenienti dall&#8217;attività nella Zona di Esclusione, ma anche da altri paesi europei. Ma si tornerà a raccontare di questo luogo nelle cronache dell&#8217;ultimo giorno del viaggio, quando ciò che non fu possibile  vedere da terra fu raggiunto per via aerea.</p>
<p>La successiva tappa  fu il ritorno alla stazione dei treni. Approfittando di questa nuova  occasione  cercai altri vagoni che avevo individuato di recente dal satellite, ma non avvicinati nella visita precedente.<br />
Si spese persino troppo tempo nel sito, permettendo di andare  liberamente anche  in zone limitrofe per  verificare  alcuni edifici di servizio, che non si rivelarono particolarmente  interessanti.</p>
<p><a rel="attachment wp-att-2311" href="http://www.derelicta.net/blog/?attachment_id=2311"><img class="alignnone size-large wp-image-2311" title="_FOT5355" src="http://www.derelicta.net/blog/wp-content/uploads/2012/05/FOT5355-600x319.jpg" alt="" width="600" height="319" /></a></p>
<p><a rel="attachment wp-att-2312" href="http://www.derelicta.net/blog/?attachment_id=2312"><img class="alignnone size-full wp-image-2312" title="_FOT5365" src="http://www.derelicta.net/blog/wp-content/uploads/2012/05/FOT5365.jpg" alt="" width="325" height="500" /></a></p>
<p>Dalla stazione ci si diresse alla città di Pripyat. Attendevo da mesi la visita della città in abbandono circondata da alberi spogli su tappeti di umide foglie. I viali  interni dei quartieri tagliano le file dei numerosi palazzi vuoti, immersi in un&#8217;atmosfera spettrale da fine del mondo.</p>
<p><a rel="attachment wp-att-2324" href="http://www.derelicta.net/blog/?attachment_id=2324"><img class="alignnone size-large wp-image-2324" title="_FOT5407" src="http://www.derelicta.net/blog/wp-content/uploads/2012/05/FOT5407-600x398.jpg" alt="" width="600" height="398" /></a></p>
<p>L’autista parcheggiò di fronte all&#8217;ingresso dell&#8217;ospedale. E&#8217;  uno dei luoghi più rilevanti di interesse fotografico. Ciò richiederebbe un tempo certamente superiore alle tre ore stabilite, tre giorni piuttosto potrebbero essere  spesi là dentro in modo proficuo.<br />
Avendo già percorso stanze e corridoi di questi padiglioni, con altri due compagni di viaggio si scelse  invece un vicino sanatorio.</p>
<p><a rel="attachment wp-att-2313" href="http://www.derelicta.net/blog/?attachment_id=2313"><img class="alignnone size-large wp-image-2313" title="_FOT5429" src="http://www.derelicta.net/blog/wp-content/uploads/2012/05/FOT5429-600x398.jpg" alt="" width="600" height="398" /></a></p>
<p>Immerso anch&#8217;esso in un silenzio tombale, ci appariva con il chiarore delle pareti incrostate  attraverso la rada vegetazione circostante. Stretto dal fiume Pripyat e da  un altro alto vuoto edificio mai terminato, ed altrettanto inquietante  per la sua vuota mole, dalle numerose  oscure  finestre, non destò lo stesso interesse dei padiglioni dell&#8217;ospedale, ben più ricchi di dettagli. E&#8217; piuttosto un edificio dove tutto ciò che potesse essere di interesse  è stato rimosso o rubato.<br />
Da lì si proseguì lungo il fiume, per documentare ciò che è presente lungo le sue sponde.</p>
<p><a rel="attachment wp-att-2314" href="http://www.derelicta.net/blog/?attachment_id=2314"><img class="alignnone size-large wp-image-2314" title="_FOT5436" src="http://www.derelicta.net/blog/wp-content/uploads/2012/05/FOT5436-600x398.jpg" alt="" width="600" height="398" /></a></p>
<p>Si incontrò prima una stazione di salvataggio, poi un affascinante  barcone di metallo, piegato su un lato ed in parte sommerso dall&#8217;acqua. Erano i resti di un bar, probabilmente anche accogliente a suo tempo. Oggi quella suggestione a mio parere non l&#8217;ha persa. Probabilmente  cambiando volto e destinazione  ne ha acquisita  un&#8217;altra  di pari valore. Le acque che lo lambiscono scorrono lente e silenziose. A Pripyat  il silenzio è una colonna sonora che accompagna il visitatore solitario ad ogni passo.</p>
<p><a rel="attachment wp-att-2315" href="http://www.derelicta.net/blog/?attachment_id=2315"><img class="alignnone size-large wp-image-2315" title="_FOT5450" src="http://www.derelicta.net/blog/wp-content/uploads/2012/05/FOT5450-600x398.jpg" alt="" width="600" height="398" /></a></p>
<p>La luce delle tre del pomeriggio in questa stagione, sotto un cielo coperto, offriva  le ultime opportunità per fotografare.</p>
<p>Separatomi dai compagni mi diressi verso un padiglione dell&#8217;ospedale, e mi ritrovai nel reparto maternità, ma  in corridoi e stanze  mai visti in precedenza.<br />
E&#8217; un luogo pieno di dettagli. Oltre alle più celebri culle, ci sono tavoli, lampade operatorie, armadi, letti, oggetti vari, chiaramente in quello stato di confusione  e distruzione generale  che è condizione comune  alla maggioranza dei luoghi in abbandono.</p>
<p><a rel="attachment wp-att-2316" href="http://www.derelicta.net/blog/?attachment_id=2316"><img class="alignnone size-full wp-image-2316" title="_FOT5454" src="http://www.derelicta.net/blog/wp-content/uploads/2012/05/FOT5454.jpg" alt="" width="332" height="500" /></a></p>
<p><a rel="attachment wp-att-2317" href="http://www.derelicta.net/blog/?attachment_id=2317"><img class="alignnone size-large wp-image-2317" title="_FOT5459" src="http://www.derelicta.net/blog/wp-content/uploads/2012/05/FOT5459-600x408.jpg" alt="" width="600" height="408" /></a></p>
<p>Ore  tre e trenta del pomeriggio, mezzora al termine. L&#8217;obitorio mi attendeva. Forse  lo chiamavo io, a causa  della pessima qualità delle precedenti fotografie, per problemi di messa a fuoco di un obiettivo di cui al più presto dovrei liberarmi.<br />
Trovai l&#8217;obitorio dopo un primo smarrimento dell&#8217;orientamento. Superati i due tavoli di dissezione presenti, fu difficoltoso scattare con tempi lunghi nella piccola stanza semibuia in cui sono presenti campioni ormai essicati di tessuti, su due mensole di scaffali di legno grigio, nella  penombra  creata da  una piccola e logora tenda.</p>
<p><a rel="attachment wp-att-2318" href="http://www.derelicta.net/blog/?attachment_id=2318"><img class="alignnone size-full wp-image-2318" title="_FOT5478" src="http://www.derelicta.net/blog/wp-content/uploads/2012/05/FOT5478.jpg" alt="" width="332" height="500" /></a></p>
<p>L</p>
<p>Al bar la sera, o più propriamente per  me in un orario da tarda  merenda, tra gli antipasti alcuni piccoli tranci di pesce furono penalizzati dai ricordi del laboratorio, ma  l&#8217;abbondanza  ucraina  veniva in soccorso con altre fette di formaggio, salame, ed ancora cetrioli, uno spezzatino, con poca carne e molte patate, oltre  a due involtini di carne in una pastella indefinita ma gustosa, guarniti con due strisce della solita panna acida, qui detta “smetana”.</p>
<p><a rel="attachment wp-att-2319" href="http://www.derelicta.net/blog/?attachment_id=2319"><img class="alignnone size-full wp-image-2319" title="supchern001" src="http://www.derelicta.net/blog/wp-content/uploads/2012/05/supchern0011.jpg" alt="" width="600" height="450" /></a></p>
<p>Il dopo cena  fu una continuazione più avventurosa e meno fotografica.<br />
Protetti dal buio delle 19:00 ci avventurammo tra le vie boscose di Chernobyl tra le numerose case in legno, abbandonate, quasi del tutto vuote, e immerse  nella folta vegetazione. Aggirarsi al buio nel bosco manteneva vivo lo spirito di avventura, il desiderio di documentazione, muoversi in ambienti distanti dalla routine quotidiana.</p>
<p><a rel="attachment wp-att-2320" href="http://www.derelicta.net/blog/?attachment_id=2320"><img class="alignnone size-large wp-image-2320" title="_FOT5516" src="http://www.derelicta.net/blog/wp-content/uploads/2012/05/FOT5516-600x398.jpg" alt="" width="600" height="398" /></a></p>
<p><a rel="attachment wp-att-2320" href="http://www.derelicta.net/blog/?attachment_id=2320"></a>Ci si diresse  poi al cimitero di Pripyat. Nulla di così interessante o sorprendente come la fantasia lascerebbe  immaginare. Fotografare con il flash in ambienti umidi e nebbiosi è reso impossibile dalle  minuscole gocce che  si accendono di bianco velando le  immagini.</p>
<p><a rel="attachment wp-att-2321" href="http://www.derelicta.net/blog/?attachment_id=2321"><img class="alignnone size-large wp-image-2321" title="_FOT5525" src="http://www.derelicta.net/blog/wp-content/uploads/2012/05/FOT5525-600x398.jpg" alt="" width="600" height="398" /></a></p>
<p>Diretti verso casa si fece attenzione ad eventuali incontri, a Chernobyl infatti dopo le 20:00 vige  una  sorta di coprifuoco, e silenziosamente  raggiungemmo le nostre rispettive camere dove, acceso il netbook, trovai il tempo per stendere una prima bozza di queste dense pagine di avventura e reportage.</p>
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		<title>Industrial Revolution &#8211; Otolab\Derelicta live 5\5\12 Segrate (MI)</title>
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		<pubDate>Tue, 17 Apr 2012 13:44:14 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[<p></p>
<p>Trovo molto interessante che  Derelicta.net  sia stato di recente molto coinvolto da diverse  realtà del panorama artistico e culturale del nostro paese, più o meno note.  Si spera che l&#8217;impegno intenso dedicato per alcuni anni ad aspetti relativi all&#8217;abbandono sia entrato finalmente  nella fase del raccolto.</p>
<p>In questo caso la conoscenza  di Derelicta.net  negli ambienti musicali proviene <span style="color:#777"> . . . &#8594; Read More: <a href="http://www.derelicta.net/blog/?p=2247">Industrial Revolution &#8211; Otolab\Derelicta live 5\5\12 Segrate (MI)</a></span>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a rel="attachment wp-att-2251" href="http://www.derelicta.net/blog/?attachment_id=2251"><img class="alignnone size-full wp-image-2251" title="Derelictanet_otolabf" src="http://www.derelicta.net/blog/wp-content/uploads/2012/04/Derelictanet_otolabf.jpg" alt="" width="320" height="196" /></a></p>
<p>Trovo molto interessante che  Derelicta.net  sia stato di recente molto coinvolto da diverse  realtà del panorama artistico e culturale del nostro paese, più o meno note.  Si spera che l&#8217;impegno intenso dedicato per alcuni anni ad aspetti relativi all&#8217;abbandono sia entrato finalmente  nella fase del raccolto.</p>
<p>In questo caso la conoscenza  di Derelicta.net  negli ambienti musicali proviene da  precedenti esperienze per  numerosi reportage di spettacoli, eventi,  soprattutto di natura  underground, visibili nella webzine  <a title="Drexkode.net" href="http://www.drexkode.net/" target="_blank">Drexkode</a>.</p>
<p>La richiesta  di partecipare  a questa serata, il cui tema  può essere ricondotto a sonorità ed immagini rumorose e industriali, era volta a  fornire fotografie da mostrare. Si è fatto di più. In accordo con il collettivo milanese Otolab, si è pensato di riproporre una serata già tenuta nel 2010 nel locale milanese Medionauta. Immagini di Derelicta.net  furono processate mediante  un software, integrate  da tracce audio anch&#8217;esse elaborate  dal vivo.</p>
<p>Un video della passata  esperienza è visibile qui:</p>
<p><iframe src="http://player.vimeo.com/video/17449993" width="500" height="281" frameborder="0" webkitAllowFullScreen mozallowfullscreen allowFullScreen></iframe></p>
<p>Presso il locale Baraonda Segrate (MI) Sabato 5 Maggio si terrà quindi una serata dedicata a questi temi, come da programma di seguito indicato nel <a title="Industrial revolution blog wordpress" href="http://revolutionindustrial.wordpress.com/culture-in-a-box-vol-iii-sabato-5-maggio-csa-baraonda/" target="_blank">blog </a>dedicato:</p>
<p>Durante tutta la giornata sarà visibile<br />
INDUSTRIAL REVOLUTION<br />
programma della giornata :<br />
Dalle 14.00 Apertura cancelli e banchetti nel giardino<br />
Dalle 16.00 Laboratori di autoproduzione<br />
Dalle 19.30 Aperitivo nel giardino<br />
Dalle 20.00 Videoproiezioni nella saletta superiore<br />
Dalle 22.00 Inizio Live Set:<br />
—————————————————————————————————-<br />
Su due palchi si esibiranno:</p>
<p><a title="lucasigurta" href="http://www.myspace.com/lucasigurta" target="_blank">Luca Sigurtà</a><br />
<a title="a034" href="http://www.myspace.com/a034" target="_blank">a034</a><br />
<a title="Otolab" href="http://www.otolab.net/" target="_blank">Otolab</a> (foto derelicta)<br />
<a title="architectureoftheuniverse" href="http://architectureoftheuniverse.bandcamp.com/" target="_blank">Architecture of The Universe</a><br />
<a title="OvO" href="http://www.myspace.com/ovobarlamuerte" target="_blank">OvO</a><br />
<a title="teatrino elettrico" href="http://www.myspace.com/teatrinoelettrico" target="_blank">Teatrino Elettrico</a></p>
<p>Si segnala la presenza di Andrea Di Nardo (Arrakis), i quali video di abbandono  industriale  sono arricchiti da  significativi contenuti di denuncia.  Di seguito un suo video presente su Youtube:</p>
<p><iframe width="500" height="375" src="http://www.youtube.com/embed/Rny8CMWFhbc?fs=1&#038;feature=oembed" frameborder="0" allowfullscreen></iframe></p>
<p style="text-align: center;">
]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>Doppiozero.com: una collaborazione fotografica</title>
		<link>http://www.derelicta.net/blog/?p=2052</link>
		<comments>http://www.derelicta.net/blog/?p=2052#comments</comments>
		<pubDate>Fri, 30 Mar 2012 14:24:41 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Arte\Mostre]]></category>
		<category><![CDATA[abbandono industriale]]></category>
		<category><![CDATA[colonie marien]]></category>
		<category><![CDATA[colonie montane]]></category>
		<category><![CDATA[Derelicta.net]]></category>
		<category><![CDATA[Doppiozero.com]]></category>
		<category><![CDATA[estetica dell'abbandono]]></category>
		<category><![CDATA[Fotografia]]></category>

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		<description><![CDATA[<p></p>
<p>Di recente la rivista web Doppiozero ha pubblicato il secondo articolo riguardante l&#8217;attività di Derelicta.net. Lo scopo della collaborazione  è rendere visibile il risultato di esplorazioni di luoghi, condotte nel corso degli anni nel nostro continente europeo.
Da tempo Derelicta.net  si è ricavato uno spazio di riferimento nel mondo virtuale del nostro paese. L&#8217;assenza di <span style="color:#777"> . . . &#8594; Read More: <a href="http://www.derelicta.net/blog/?p=2052">Doppiozero.com: una collaborazione fotografica</a></span>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a rel="attachment wp-att-2172" href="http://www.derelicta.net/blog/?attachment_id=2172"><img class="alignnone size-full wp-image-2172" title="logodoppiozero" src="http://www.derelicta.net/blog/wp-content/uploads/2012/03/logodoppiozero.jpeg" alt="" width="126" height="73" /></a></p>
<p>Di recente la rivista web Doppiozero ha pubblicato il secondo articolo riguardante l&#8217;attività di Derelicta.net. Lo scopo della collaborazione  è rendere visibile il risultato di esplorazioni di luoghi, condotte nel corso degli anni nel nostro continente europeo.<br />
Da tempo Derelicta.net  si è ricavato uno spazio di riferimento nel mondo virtuale del nostro paese. L&#8217;assenza di altri siti web italiani che trattino in modo ampio di abbandono, per temi ed estensione geografica, ha permesso di guadagnare un&#8217;ottima visibilità. E&#8217; ampio l&#8217;interesse nei confronti delle immagini di questi spazi, densi di memoria, storia, in cui il Tempo astratto imprime tracce tali da rendersi a noi visibile.</p>
<p>Doppiozero è una rivista web fondata dall&#8217;omonima associazione culturale  non profit, nella cui redazione siedono persone che per percorso personale e\o professionale si interessano alla cultura e all&#8217;editoria.<br />
Prendo a prestito le parole  dal loro sito web:</p>
<p>&#8220;<em>Perché il mercato non è l’unica misura del lavoro intellettuale; perché non si perda la memoria del passato mentre si transita verso il futuro; per salvare libri e autori che sono stati e rimangono importanti per noi; per contribuire al cambiamento culturale e sociale del nostro paese; per amore dei libri; per aprire spazi a chi ha cose nuove da dire; per amore della discussione; per difendere e allargare la democrazia del sapere</em>.&#8221;</p>
<p>Ed è in quei riferimenti a memoria e futuro che può inserirsi in un incastro perfetto l&#8217;obiettivo di questa ricerca da me condotta. Con particolare riferimento alla fotografia, questa è anche stimolo a guardare  all&#8217;abbandono quale simbolo di una trasformazione che coinvolge  noi tutti. E&#8217; un percorso che unisce passato, presente e futuro, fissati insieme  in una unica immagine  che esprime  ricordo, documentazione e necessità di intervento. Sono strutture rappresentative del nostro recente  passato,  e dei valori culturali che possono esprimere.</p>
<p><a rel="attachment wp-att-2053" href="http://www.derelicta.net/blog/?attachment_id=2053"><img class="alignnone size-full wp-image-2053" title="Doppiozerocom" src="http://www.derelicta.net/blog/wp-content/uploads/2012/03/Doppiozerocom.jpg" alt="" width="700" height="179" /></a></p>
<p>Con una introduzione di dodici fotografie si è voluta presentare una campionatura dei tanti luoghi visitati, senza un ordine  preciso, o un&#8217;appartenenza, un contesto di riferimento. A questa prima serie se ne aggiungeranno altre, individuando temi che possano mostrare i tanti volti con cui l&#8217;estetica dell&#8217;abbandono può presentarsi al pubblico che osserva le immagini. Da poco è stato pubblicato un secondo articolo relativo alle colonie  marine e  montane, con nove  immagini corrispondenti ad altrettanti edifici di questa tipologia in abbandono nel nostro paese.</p>
<p><a title="doppiozero" href="http://doppiozero.com/" target="_blank">Associazione culturale doppiozero<br />
</a></p>
<p>Link agli articoli pubblicati:<br />
<a title="Derelicta e passato" href="http://doppiozero.com/materiali/fuori-busta/derelicta-il-passato-e-definitivamente-alle-nostre-spalle" target="_blank">#1: Il passato è definitivamente alle nostre spalle?</a><br />
<a title="Colonie marine e montane" href="http://doppiozero.com/materiali/fuori-busta/derelicta-educazione-e-cura-nelle-colonie-marine-e-montane" target="_blank">#2: Educazione e cura nelle colonie marine e montane</a></p>
<p>Seguono alcuni esempi del materiale sinora pubblicato, visibile su Doppiozero in dimensioni fino a 1200 pixel di lato.</p>
<p><a rel="attachment wp-att-2167" href="http://www.derelicta.net/blog/?attachment_id=2167"><img class="alignnone size-full wp-image-2167" title="AG_FOT9471aaa" src="http://www.derelicta.net/blog/wp-content/uploads/2012/03/AG_FOT9471aaa.jpg" alt="" width="580" height="385" /></a></p>
<p><em>Cimitero d&#8217;auto presso Arlon (Belgio)</em></p>
<p><a rel="attachment wp-att-2168" href="http://www.derelicta.net/blog/?attachment_id=2168"><img class="alignnone size-full wp-image-2168" title="CC_FOT5005aaa" src="http://www.derelicta.net/blog/wp-content/uploads/2012/03/CC_FOT5005aaa.jpg" alt="" width="580" height="380" /></a></p>
<p><em>Interno della centrale  reattori 5\6 a Chernobyl (Ucraina)</em></p>
<p><a rel="attachment wp-att-2169" href="http://www.derelicta.net/blog/?attachment_id=2169"><img class="alignnone size-full wp-image-2169" title="FC_FOT5911aaa" src="http://www.derelicta.net/blog/wp-content/uploads/2012/03/FC_FOT5911aaa.jpg" alt="" width="580" height="385" /></a></p>
<p><em>Molini del cementificio Fibronit di Casale M. (Italia)</em></p>
<p><a rel="attachment wp-att-2173" href="http://www.derelicta.net/blog/?attachment_id=2173"><img class="alignnone size-full wp-image-2173" title="_FOT1063aaa" src="http://www.derelicta.net/blog/wp-content/uploads/2012/03/FOT1063aaa.jpg" alt="" width="580" height="385" /></a></p>
<p><em>Colonia a Cervia (Italia)</em></p>
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		<title>L&#8217;autunno a Chernobyl &#8211; #2: le barche nel ghiaccio e il buio della centrale 5\6</title>
		<link>http://www.derelicta.net/blog/?p=2076</link>
		<comments>http://www.derelicta.net/blog/?p=2076#comments</comments>
		<pubDate>Mon, 26 Mar 2012 10:59:33 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Chernobyl]]></category>
		<category><![CDATA[Viaggi]]></category>

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		<description><![CDATA[<p>Sabato 19 Novembre 2011. Al risveglio, dalle ampie finestre dell&#8217;undicesimo piano, Kiev mi si presentava con i toni  dell&#8217;autunno inoltrato, fredda, umida e velata, quanto basta per immaginare un ingresso nella Zona di esclusione circondati da una scenografia estremamente suggestiva.</p>
<p></p>
<p>Mentre mi preparavo a scendere una telefonata mi ricordò che ero atteso all’ingresso. In Ucraina l&#8217;orologio deve <span style="color:#777"> . . . &#8594; Read More: <a href="http://www.derelicta.net/blog/?p=2076">L&#8217;autunno a Chernobyl &#8211; #2: le barche nel ghiaccio e il buio della centrale 5\6</a></span>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Sabato 19 Novembre 2011. Al risveglio, dalle ampie finestre dell&#8217;undicesimo piano, Kiev mi si presentava con i toni  dell&#8217;autunno inoltrato, fredda, umida e velata, quanto basta per immaginare un ingresso nella Zona di esclusione circondati da una scenografia estremamente suggestiva.</p>
<p><a rel="attachment wp-att-2080" href="http://www.derelicta.net/blog/?attachment_id=2080"><img class="alignnone size-full wp-image-2080" title="chernobyl19_002" src="http://www.derelicta.net/blog/wp-content/uploads/2012/03/chernobyl19_002.jpg" alt="" width="700" height="465" /></a></p>
<p>Mentre mi preparavo a scendere una telefonata mi ricordò che ero atteso all’ingresso. In Ucraina l&#8217;orologio deve essere portato un&#8217;ora avanti, e l&#8217;arrivo a mezzanotte dopo il turbolento viaggio di andata non mi fece pensare ad altro che ad attimi di relax. Il pensiero della colazione si arrestò allo stadio di desiderio.<br />
Senza ingoiare alcunché, pur vuoto dal precedente viaggio, presi posto in una delle due auto.<br />
In tre ore si arrivò al primo check point. Una robusta guardia in mimetica espletava controlli formali sui passaporti. Il primo impatto con questi militari stampati in serie dalla cultura sovietica potrebbe indurre qualche timore. E&#8217; una cultura che ha fatto del sospetto un’arma, ma ciò va dissolvendosi nel tempo.</p>
<p><a rel="attachment wp-att-2081" href="http://www.derelicta.net/blog/?attachment_id=2081"><img class="alignnone size-full wp-image-2081" title="_FOT4809" src="http://www.derelicta.net/blog/wp-content/uploads/2012/03/FOT4809.jpg" alt="" width="600" height="399" /></a></p>
<p>Rispetto al primo viaggio della scorsa  primavera i segni dell&#8217;imminente inverno segnano più profondamente ogni dettaglio del paesaggio desolato.</p>
<p>La prima destinazione della giornata era il porto. Lo scorso anno fu posto al termine di un denso programma. Fotografati dalla distanza questi relitti ricoperti di ruggine non apparivano molto diversi da anonimi rottami inclinati sul pelo d&#8217;acqua.</p>
<p><a rel="attachment wp-att-2082" href="http://www.derelicta.net/blog/?attachment_id=2082"><img class="alignnone size-full wp-image-2082" title="chernobyl19_003" src="http://www.derelicta.net/blog/wp-content/uploads/2012/03/chernobyl19_003.jpg" alt="" width="398" height="600" /></a></p>
<p>Il freddo, avendo gelato lo strato superficiale dell&#8217;acqua, e complice un cielo grigio scuro che manterrà quel tono per tutta la giornata, dava una tonalità argentea allo specchio che intrappolava i relitti.<br />
Ci sono oggi meno imbarcazioni di quelle che un tempo erano ormeggiate. Con l&#8217;approssimarsi di ogni inverno la crosta di ghiaccio ha reso agibili i perimetri delle imbarcazioni, permettendo ai demolitori di farle pezzi, lasciando che involucri simili a lische di pesce affondassero o si inclinassero sulle rive.</p>
<p><a rel="attachment wp-att-2083" href="http://www.derelicta.net/blog/?attachment_id=2083"><img class="alignnone size-full wp-image-2083" title="chernobyl19_004" src="http://www.derelicta.net/blog/wp-content/uploads/2012/03/chernobyl19_004.jpg" alt="" width="750" height="498" /></a></p>
<p>E’ uno dei tanti volti della morte della Zona di esclusione, della sua lenta trasformazione, dell&#8217;oblio rappresentato anche dalla scomparsa di questi contenitori inghiottiti dalle acque e dal fango.<br />
La breve giornata di apertura del viaggio non lasciava molti margini di scelta. Dopo brevi pause volte a dettagliare la Chernobyl attuale, al monumento dedicato ai Vigili del Fuoco,  e un piccolo recinto con robot impiegati nelle fasi di decontaminazione, il furgone girò lo sterzo verso l&#8217;area delle centrali.</p>
<p><a rel="attachment wp-att-2084" href="http://www.derelicta.net/blog/?attachment_id=2084"><img class="alignnone size-full wp-image-2084" title="chernobyl19_005" src="http://www.derelicta.net/blog/wp-content/uploads/2012/03/chernobyl19_005.jpg" alt="" width="500" height="517" /></a></p>
<p><a rel="attachment wp-att-2085" href="http://www.derelicta.net/blog/?attachment_id=2085"><img class="alignnone size-full wp-image-2085" title="chernobyl19_006" src="http://www.derelicta.net/blog/wp-content/uploads/2012/03/chernobyl19_006.jpg" alt="" width="407" height="500" /></a></p>
<p>Dal canale l&#8217;assenza di foglie sui rami rende più limpida la visione  degli elementi del paesaggio.</p>
<p><a rel="attachment wp-att-2086" href="http://www.derelicta.net/blog/?attachment_id=2086"><img class="alignnone size-full wp-image-2086" title="chernobyl19_008" src="http://www.derelicta.net/blog/wp-content/uploads/2012/03/chernobyl19_008.jpg" alt="" width="700" height="465" /></a></p>
<p>Da lì, a poca distanza, si parcheggiò a fianco del blocco 5\6, già visitato in primavera. Una meta fuori dalle rotte del turismo ma che apparentemente risulta oggi relativamente  più accessibile.<br />
In questa  visita ci fu concesso più tempo,  e migliori erano le condizioni di illuminazione artificiale. Gli interni della centrale in costruzione al tempo dell&#8217;incidente sono stati così ulteriormente documentati. Indefinibile è il futuro di questi edifici e dell’intera area. Ogni viaggio in questi luoghi si conclude nell’incertezza di un possibile ritorno.</p>
<p><a rel="attachment wp-att-2091" href="http://www.derelicta.net/blog/?attachment_id=2091"><img class="alignnone size-full wp-image-2091" title="chernobyl19_010" src="http://www.derelicta.net/blog/wp-content/uploads/2012/03/chernobyl19_010.jpg" alt="" width="700" height="465" /></a></p>
<p><a rel="attachment wp-att-2092" href="http://www.derelicta.net/blog/?attachment_id=2092"><img class="alignnone size-full wp-image-2092" title="chernobyl19_009" src="http://www.derelicta.net/blog/wp-content/uploads/2012/03/chernobyl19_009.jpg" alt="" width="700" height="465" /></a></p>
<p>La gigantesca struttura sta subendo una duplice decomposizione dovuta a fattori ambientali ed umani, un operazione di lento smontaggio e di arresa all&#8217;azione degli agenti atmosferici.<br />
La salita al primo tetto mostra l’operazione di taglio effettuata, e si rende evidente la precarietà che avanza e logora le proprietà strutturali.</p>
<p><a rel="attachment wp-att-2087" href="http://www.derelicta.net/blog/?attachment_id=2087"><img class="alignnone size-full wp-image-2087" title="chernobyl19_013" src="http://www.derelicta.net/blog/wp-content/uploads/2012/03/chernobyl19_013.jpg" alt="" width="700" height="465" /></a></p>
<p>A causa delle condizioni generali decisi che le ultime decine di metri che ci separavano dalla vetta non mi avrebbero visto partecipe della salita. Molto spesso i passaggi interni ed esterni sono posti su vie di fortuna o in condizioni di instabilità, e guardando di sotto emerge forte uno dei nostri limiti naturali: l&#8217;incapacità di volare.</p>
<p><a rel="attachment wp-att-2088" href="http://www.derelicta.net/blog/?attachment_id=2088"><img class="alignnone size-full wp-image-2088" title="chernobyl19_012" src="http://www.derelicta.net/blog/wp-content/uploads/2012/03/chernobyl19_012.jpg" alt="" width="399" height="600" /></a></p>
<p>Questa giornata breve ed introduttiva non avrebbe potuto offrire migliori risultati.</p>
<p>Girate le ruote verso Chernobyl si giunse ad un bar. La guardia ci aveva portato a cena, alle cinque del pomeriggio.<br />
I servizi igienici si potevano definire solo servizi, con rubinetti di epoca incerta, mancanza di sapone e metodi di asciugatura, toilette senza porte.</p>
<p>Cosa chiedere ad un luogo che la geografia considera nelle proprie carte ma la storia vorrebbe non averlo mai conosciuto. A questa precarietà, , non rivolgo una critica. E&#8217; parte dell&#8217;esperienza in una ambiente che sopravvive al proprio abbandono.</p>
<p><a rel="attachment wp-att-2089" href="http://www.derelicta.net/blog/?attachment_id=2089"><img class="alignnone size-full wp-image-2089" title="chernobyl19_001a" src="http://www.derelicta.net/blog/wp-content/uploads/2012/03/chernobyl19_001a.jpg" alt="" width="500" height="310" /></a></p>
<p>Il tavolo quadrato attendeva di ricoprirsi di semplici pietanze. Come altre volte  fui l&#8217;unico a non lasciar tracce commestibili attorno a me. Del resto l&#8217;errore commesso a causa del fuso orario mi fece saltare la colazione, il pranzo in questi tour è un lusso non permesso. Cinque biscotti e qualche snack avevano creato un abisso nell&#8217;apparato digerente.</p>
<p>Ci attese  un menù senza sorprese ed allineato con la cucina dell&#8217;Europa occidentale: vareniki, ravioli ucraiani, e  pollo con purè, oltre  alla  selezione variabile di accompagnamenti, solidi e liquidi.</p>
<p><a rel="attachment wp-att-2090" href="http://www.derelicta.net/blog/?attachment_id=2090"><img class="alignnone size-full wp-image-2090" title="chernobyl19_001" src="http://www.derelicta.net/blog/wp-content/uploads/2012/03/chernobyl19_001.jpg" alt="" width="700" height="263" /></a></p>
<p>Alle 6:00 del pomeriggio nella stanza dell&#8217;hotel, in compagnia di un inglese, terminavano le sorprese della giornata. Non si uscì infatti che al mattino successivo. Ma di questo se ne dirà nella successiva puntata.</p>
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		<title>EXAREA: concorso fotografico</title>
		<link>http://www.derelicta.net/blog/?p=2106</link>
		<comments>http://www.derelicta.net/blog/?p=2106#comments</comments>
		<pubDate>Wed, 21 Mar 2012 10:22:59 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Arte\Mostre]]></category>
		<category><![CDATA[archeologia industriale]]></category>
		<category><![CDATA[audis]]></category>
		<category><![CDATA[concorso fotografico]]></category>
		<category><![CDATA[Cultura Industriale]]></category>
		<category><![CDATA[exarea]]></category>
		<category><![CDATA[feudo don alfrè]]></category>
		<category><![CDATA[Fotografia]]></category>
		<category><![CDATA[gaetano paraggio]]></category>
		<category><![CDATA[provincia di Salerno]]></category>
		<category><![CDATA[regione Campania]]></category>

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		<description><![CDATA[<p></p>
<p>L&#8217;Associazione Culturale Feudo Ron Alfrè di Salerno, nel 2010 ha ideato un progetto chiamato EXAREA, con l&#8217;intenzione di dar vita ad un conorso fotografico dedicato all&#8217;archeologia industriale. Con la  prima edizione hanno superato quota  cento partecipanti. Oltre  al Patrocinio della Regione Campania, Provincia di Salerno ,  e di alcuni Comuni, si avvalgono della partnership di Audis, <span style="color:#777"> . . . &#8594; Read More: <a href="http://www.derelicta.net/blog/?p=2106">EXAREA: concorso fotografico</a></span>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a rel="attachment wp-att-2108" href="http://www.derelicta.net/blog/?attachment_id=2108"><img class="alignnone size-full wp-image-2108" title="exarea2012" src="http://www.derelicta.net/blog/wp-content/uploads/2012/03/exarea2012.jpg" alt="" width="531" height="550" /></a></p>
<p>L&#8217;<strong>Associazione Culturale Feudo Ron Alfrè </strong>di Salerno, nel 2010 ha ideato un progetto chiamato EXAREA, con l&#8217;intenzione di dar vita ad un conorso fotografico dedicato all&#8217;archeologia industriale. Con la  prima edizione hanno superato quota  cento partecipanti. Oltre  al Patrocinio della <strong>Regione Campania</strong>, <strong>Provincia di Salerno </strong>,  e di alcuni Comuni, si avvalgono della partnership di Audis, l&#8217;Associazione Delle Aree Dismesse, di Venezia.</p>
<p>Inizialmente gli organizzatori intendevano offrire una visione  fotografica  della trasformazione  in atto nel contesto urbano, indirizzando il tema verso la dismissione delle  aree  industriali, presenti nel nostro paese.</p>
<p>Con questa seconda  edizione si è deciso un ampliamento del tema, includendo la condizione  generale dell&#8217;abbandono, e quindi di altre tipologie di strutture e servizi. Oltre  alla possibilità di sottoporre quattro immagini  a persona, è stata  pensata  l&#8217;opportunità di presentare  un progetto con sei\dieci fotografie, che permetta di raccontare e\o documentare  il sito oggetto della  propria indagine.</p>
<p>Il termine per  l&#8217;invio delle fotografie è stato posticipato al 15 Aprile 2012. Per  dettagli su modalità di partecipazione e premi leggere  il bando presente  nel loro sito web.</p>
<p>Dall&#8217;indirizzo del sito web indicato si accede alla scheda di partecipazione, e alle fotografie dei partecipanti della scorsa edizione.</p>
<p>Sito web: <a href="http://www.exarea.it/" target="_blank">exarea</a></p>
<p><a href="mailto:concorso@exrea.it">concorso@exrea.it</a></p>
<p>Per contatti: segreteria di EXAREA<br />
Gaetano Paraggio<br />
tel 338/7024111</p>
<p>Sito web <a href="http://www.audis.it/" target="_blank">AUDIS</a></p>
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		<title>L&#8217;autunno a Chernobyl &#8211; #1: premessa e partenza a ostacoli.</title>
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		<pubDate>Sun, 11 Mar 2012 21:24:18 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Chernobyl]]></category>
		<category><![CDATA[Viaggi]]></category>

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		<description><![CDATA[<p>Tempo fa scrissi  “Chernobyl, le ragioni di un viaggio”. Quindi perchè un ritorno?
Diversamente da ogni altro luogo in abbandono tra i tanti visitati questo è il più denso di significati, di infinite storie, personali o collettive.
Dal precedente  viaggio ho rielaborato i vari frammenti raccolti ed accumulati dentro me stesso, l&#8217;opera di documentazione  è <span style="color:#777"> . . . &#8594; Read More: <a href="http://www.derelicta.net/blog/?p=2041">L&#8217;autunno a Chernobyl &#8211; #1: premessa e partenza a ostacoli.</a></span>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Tempo fa scrissi  “Chernobyl, le ragioni di un viaggio”. Quindi perchè un ritorno?<br />
Diversamente da ogni altro luogo in abbandono tra i tanti visitati questo è il più denso di significati, di infinite storie, personali o collettive.<br />
Dal precedente  viaggio ho rielaborato i vari frammenti raccolti ed accumulati dentro me stesso, l&#8217;opera di documentazione  è continuata nei mesi.</p>
<p>Ci sono due principali ragioni che mi riportano in quelle terre: l&#8217;approfondimento di quanto documentato frettolosamente nel primo viaggio e nuovi stimoli, derivanti dall&#8217;approssimarsi della stagione  fredda. Con l&#8217;arrivo dell&#8217;autunno l&#8217;immaginario dell&#8217;abbandono si tinge di grigio, di nebbia, di brina,  si adagia su tappeti di foglie cadute, mentre lo zero termico si fissa  nella pelle. La fotografia  entra in sintonia  con i luoghi, e la  luce, suo principale nutrimento, si spalma sul paesaggio nei suo vari gradi di contrasto, senza gli eccessi delle calde stagioni.</p>
<p>Un diario non permette anticipazioni, l&#8217;incertezza che permea  questi viaggi rende ancor più vana ogni descrizione  a priori.<br />
Erano previsti eventi fuori programma, ovvero diversi da ciò che spesso  si mostra di Chernobyl e Pripyat come attrattive turistiche, e come ampiamente dimostrato nel tour di primavera.</p>
<p>I viaggi però per essere tali non iniziano col suono di una sveglia, ma lontano, nell&#8217;immaginazione e nelle aspettative, nella necessaria almeno minima pianificazione. Ecco la ragione di questo primo articolo, scevro da  presenze radioattive  e solo apparentemente  privo di fascino.</p>
<p>4:45 di venerdì 18 Novembre 2011, udendo squilli che mi facevano uscire  in meno di un minuto dal letto, dopo quattro ore  abbondanti di sonno. Il taxi era atteso per le 5:20, ed arrivò puntuale.</p>
<p>Diciassette minuti separano casa mia dall&#8217;aeroporto di Linate. Lasciato il taxi entrai in aeroporto, già reso vivo da un discreto movimento di viaggiatori.<br />
Scorrendo i monitor delle partenze  il nome della capitale  austriaca, il mio scalo, non era presente. Avanti e indietro in preda alle prime indecisioni poi una richiesta al primo incontro casuale  di operatori di volo: “Scusate, sapete dov&#8217;è il banco dell&#8217;Austrian Airlines? Fu un attimo congelato  sapere che Austrian non operava  più da Linate  da alcune settimane.<br />
Per  dirla breve, una  gentile operatrice di Lufthansa  mi aiutò a far  luce  sul problema, ma si rivelò impossibile trovare soluzioni alternative. Il volo era stato spostato su Malpensa ma chi mi aveva venduto il biglietto, il sito web Volagratis \ Bravofly, aveva comunicato variazioni d&#8217;orario ma non di aeroporto, comprovate da  una mia email esibita.</p>
<p>Ringraziando per la gentilezza mostrata non restò che spendere  altro inutile denaro per il taxi, e ritornare provvisoriamente deluso da questo inatteso cambio di programma.<br />
Il viaggio cominciava ad assumere  toni grigi. Soluzioni telefoniche  a quell&#8217;ora non erano possibili.<br />
Il servizio dal nome  pomposo di Bravofly, Top Flex, peraltro pagato una ventina euro servì solo per  contattare un operatore  proveniente dall&#8217;altro capo del mondo, che si limitò a sostenere  le loro ragioni, lasciandomi solo con il mio problema. E mancavano ormai i tempi tecnici per annullare  il volo per ottenere un rimborso. Servizio pessimo. Che fare?<br />
Alle 8:00 una puntualissima  operatrice  dall&#8217;accento cinese di Austrian Airlines, più intraprendente, mi comunicò le alternative, ed il cambio fu immediato e semplice: partenza da Malpensa  alle 17:45. Un servizio eccellente. Austria  batte Italia dieci a zero.</p>
<p>E si ripartì nuovamente da Milano, Stazione Centrale,  dove  mi avrebbe atteso il Malpensa Express.</p>
<p><a rel="attachment wp-att-2062" href="http://www.derelicta.net/blog/?attachment_id=2062"><img class="alignnone size-full wp-image-2062" title="2011-11-18 14.27.43" src="http://www.derelicta.net/blog/wp-content/uploads/2012/03/2011-11-18-14.27.43.jpg" alt="" width="600" height="444" /></a></p>
<p>E fino a Malpensa nel pomeriggio tutto funzionò, fino ad  un imprevisto. Preso posto sull&#8217;aereo questo non si mosse che  alle 18:30, rendendo più fosche le  previsioni della mancata coincidenza a Vienna. I due voli erano infatti separati da programma da soli 55 minuti. L&#8217;ultimo dei voli per  Kiev garantiva  però una tranquillità tombale, osservando l&#8217;esiguo numero dei passeggeri a bordo.</p>
<p><a rel="attachment wp-att-2061" href="http://www.derelicta.net/blog/?attachment_id=2061"><img class="alignnone size-full wp-image-2061" title="2011-11-23 13.15.45" src="http://www.derelicta.net/blog/wp-content/uploads/2012/03/2011-11-23-13.15.45.jpg" alt="" width="600" height="450" /></a></p>
<p><a rel="attachment wp-att-2063" href="http://www.derelicta.net/blog/?attachment_id=2063"><img class="alignnone size-full wp-image-2063" title="ukcc15" src="http://www.derelicta.net/blog/wp-content/uploads/2012/03/ukcc15.jpg" alt="" width="500" height="375" /></a></p>
<p>All&#8217;arrivo a Vienna l&#8217;orologio segnava le 20:00, il tabellone delle partenze alla voce Kiev riportava “20:15 – now  boarding”. Al terminal dei voli extra  UE, distante diverse  centinaia di metri, c&#8217;è un controllo security da superare e un controllo passaporti. Apparentemente  era un&#8217;impresa impossibile. Iniziò una corsa  contro il tempo per giungere ansimante, dopo ogni passaggio obbligato, al gate. Una orientale sorridente mi disse che stavano aspettando me, in realtà anche altri ritardatari. Pollice  su di nuovo per  Austrian Airlines che malgrado i contrattempi ha saputo confermare  un luogo comune, secondo il quale i teutonici sono  affidabili, ed i sub alpini degni di patacche di bronzo.</p>
<p><a rel="attachment wp-att-2059" href="http://www.derelicta.net/blog/?attachment_id=2059"><img class="alignnone size-full wp-image-2059" title="ukcc17" src="http://www.derelicta.net/blog/wp-content/uploads/2012/03/ukcc17.jpg" alt="" width="500" height="375" /></a></p>
<p>Su un aereo di Ukranian Airlines il viaggio continuò, con pasto frugale, atterrando un poco in ritardo.</p>
<p><a rel="attachment wp-att-2060" href="http://www.derelicta.net/blog/?attachment_id=2060"><img class="alignnone size-full wp-image-2060" title="ukcc16" src="http://www.derelicta.net/blog/wp-content/uploads/2012/03/ukcc16.jpg" alt="" width="500" height="375" /></a></p>
<p>A Kiev l&#8217;atteggiamento del personale di controllo dei passaporti conserva ancora quello sguardo fisso e sospettoso ereditato dai soviet, ma sta sbiadendosi come  un vecchio soprabito nell&#8217;armadio della nonna. Procedure  celeri mi portarono al recupero bagagli. La valigia  stava  ruotando nel punto esatto per finire nelle mie mani.</p>
<p>Fuori un giovane autista con un cartello recante il mio nome attendeva rigido come una statua di Lenin.</p>
<p>Poco prima di Mezzanotte del 18 Novembre  2011 questa prima corsa  agli ostacoli si concluse nel migliore dei modi arrivando a destinazione. Dalla finestra osservavo la già familiare  Kiev, nella confortevole stanza del Rus Hotel. Il sonno mi aggredì poco dopo come  una bestia famelica e mi lasciai divorare.  Otto ore di sonno mi separavano da una nuova  dimensione.</p>
<p><a rel="attachment wp-att-2057" href="http://www.derelicta.net/blog/?attachment_id=2057"><img class="alignnone size-full wp-image-2057" title="kievstnite" src="http://www.derelicta.net/blog/wp-content/uploads/2012/03/kievstnite.jpg" alt="" width="600" height="399" /></a></p>
<p><a rel="attachment wp-att-2058" href="http://www.derelicta.net/blog/?attachment_id=2058"><img class="alignnone size-full wp-image-2058" title="kievstnitex" src="http://www.derelicta.net/blog/wp-content/uploads/2012/03/kievstnitex.jpg" alt="" width="600" height="399" /></a></p>
<p>p.s.: una  successiva tarda ma efficace risposta del servizio clienti di Bravofly ha accolto il mio reclamo, accreditandomi un rimborso per le noie subite di 60€ da impiegare nella prenotazione di un prossimo volo. (Grazie)</p>
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		<title>Ucraina 21 Agosto 2011: il paesaggio minerario e la viscosa</title>
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		<pubDate>Wed, 08 Feb 2012 17:16:45 +0000</pubDate>
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				<category><![CDATA[Ucraina Occidentale]]></category>
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		<description><![CDATA[<p>Raccontavo del cambio di rotta positivo registrato nel nostro arrivo a Chervonograd, quando il tour sembrò prendere quella giusta  piega che  era stata sperata sin dalla sua pianificazione. Il giorno 21, l&#8217;ultimo, poteva  confermarsi il nuovo corso?</p>
<p>No. La mattina  del 21 Agosto 2011 il nostro autista  era scomparso. Io lo ricordavo mentre  si fermava a fumare <span style="color:#777"> . . . &#8594; Read More: <a href="http://www.derelicta.net/blog/?p=1976">Ucraina 21 Agosto 2011: il paesaggio minerario e la viscosa</a></span>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Raccontavo del cambio di rotta positivo registrato nel nostro arrivo a Chervonograd, quando il tour sembrò prendere quella giusta  piega che  era stata sperata sin dalla sua pianificazione. Il giorno 21, l&#8217;ultimo, poteva  confermarsi il nuovo corso?</p>
<p>No. La mattina  del 21 Agosto 2011 il nostro autista  era scomparso. Io lo ricordavo mentre  si fermava a fumare l&#8217;ultima sigaretta, prima di andarsene a dormire.</p>
<p>L&#8217;ultimo giorno quindi l&#8217;autista diede i numeri. Non che impazzì, non ve n&#8217;era ragione, ma  il citato party notturno da me interrotto ad ora saggia per lui continuò, al mattino si mise al volante per acquistare delle sigarette quando la polizia gli diede  800Hrv di sanzione per guida in stato di ebrezza. L&#8217;impossibilità di guidare  causò non pochi rallentamenti al tour. Pareva una maledizione, ora che le cose sembravano volgere al meglio.<br />
I due accompagnatori furono in grado di trovare  valide alternative fino a tarda sera. L&#8217;autista passò il pomeriggio a smaltire la sbornia, di assoluta necessità per  poterci riportare al Lviv la sera.</p>
<p>Noi continuammo andando in una zona  periferica della città, presso un bacino con vista sulla zona  mineraria attiva che avremmo visitato al termine della giornata. Già nel luogo ci avevamo fotografato al precedente tramonto, ma la luce dell&#8217;alba annullava  i fastidiosi controluce.</p>
<p><a rel="attachment wp-att-1979" href="http://www.derelicta.net/blog/?attachment_id=1979"><img class="alignnone size-full wp-image-1979" title="_FOT1991" src="http://www.derelicta.net/blog/wp-content/uploads/2012/01/FOT19911.jpg" alt="" width="700" height="166" /></a></p>
<p>I requisiti per una illuminazione corretta richiesero un ritorno anche alla miniera in abbandono del giorno precedente. Non più ex operai ci attesero, ma  una  guardia in divisa accompagnata da due cani, ma i Numi non eran più avversi come un tempo, e con la medesima  cordialità dei suoi colleghi, concesse una libertà quasi illimitata.</p>
<p><a rel="attachment wp-att-2016" href="http://www.derelicta.net/blog/?attachment_id=2016"><img class="alignnone size-full wp-image-2016" title="_FOT2015" src="http://www.derelicta.net/blog/wp-content/uploads/2012/02/FOT2015.jpg" alt="" width="600" height="377" /></a></p>
<p>La tabella di marcia stabilita appariva  abbastanza allineata al trascorrere del tempo. Un&#8217;altra sosta forzata ci portò in uno zanzarificio sui bordi dell&#8217;ansa di un fiume. Un quadretto bucolico tinteggiato di Autan, per  un breve  picnic.</p>
<p><a rel="attachment wp-att-2023" href="http://www.derelicta.net/blog/?attachment_id=2023"><img class="alignnone size-full wp-image-2023" title="_FOT2037" src="http://www.derelicta.net/blog/wp-content/uploads/2012/02/FOT2037.jpg" alt="" width="600" height="399" /></a></p>
<p>Arrivò finalmente l&#8217;ingegnere all&#8217;appuntamento pomeridiano, ma  si ripartì solo dopo una  lunga sosta per questioni legate  a parentele varie, fidanzata  inclusa, cambio guida, offrendoci l&#8217;opportunità di assaporare  nuovamente  l&#8217;ennesima  puntata  &#8220;live&#8221; di vita quotidiana ucraina.</p>
<p><a rel="attachment wp-att-1993" href="http://www.derelicta.net/blog/?attachment_id=1993"><img class="alignnone size-full wp-image-1993" title="_FOT2045" src="http://www.derelicta.net/blog/wp-content/uploads/2012/01/FOT2045.jpg" alt="" width="600" height="399" /></a></p>
<p>Curioso l&#8217;uso abbondante di eternit che si osserva  nei paesi ucraini. Spesso le coperture, soprattutto in campagna, sono di questo materiale. In questo caso la fantasia suggerì tre  varianti, inclusa quella delle barriere per coprire il fronte dei balconi.</p>
<p><a rel="attachment wp-att-1994" href="http://www.derelicta.net/blog/?attachment_id=1994"><img class="alignnone size-full wp-image-1994" title="_FOT2059" src="http://www.derelicta.net/blog/wp-content/uploads/2012/01/FOT2059.jpg" alt="" width="399" height="600" /></a></p>
<p>Arrivò quindi l&#8217;attesa  fidanzata di uno degli accompagnatori, la sua presenza era fondamentale per  il trasferimento alla poco distante  fabbrica dismessa di viscosa. In questo piccolo angolo di ex URSS si realizzò l&#8217;ultimo impianto di viscosa  nel 1970.<br />
Un breve quanto interminabile viaggio su una strada  incredibilmente  cosparsa di buche nel catrame ci condusse  al parcheggio d&#8217;ingresso. Fummo accolti da  un miracoloso silenzio e assenza di vita umana. Accesso e disponibilità completa del sito non sembravano appartenere alla medesima nazione finora visitata.</p>
<p><a rel="attachment wp-att-1980" href="http://www.derelicta.net/blog/?attachment_id=1980"><img class="alignnone size-full wp-image-1980" title="_FOT2065" src="http://www.derelicta.net/blog/wp-content/uploads/2012/01/FOT2065.jpg" alt="" width="388" height="600" /></a></p>
<p>Sulla salubrità dell&#8217;area devo però dire che si classifica tra le più pesantemente compromesse. Non concepisco, anche per formazione professionale, un kit esplorativo privo dei necessari cosiddetti dispositivi di protezione individuale, che qui furono provvidenziali.</p>
<p>Con questa  grande area dismessa ed essenzialmente malridotta si pose forse definitivamente fine al sogno di un miglioramento del valore dei nostri archivi personali. La qualità degli edifici e impianti in abbandono in Ucraina e probabilmente nell&#8217;ex URSS in generale,  è lontana dalle meraviglie industriali nascoste nel nostro paese. Quel che più comunemente ci si trova di fronte sono ruderi o scheletri edilizi, di scarso significato anche  dal punto di vista  architettonico. Lo sarebbero dal punto di vista impiantistico, ma  ciò è un miraggio data la  rapida demolizione, più o meno legale, per non dire  delle bombe ecologiche che potrebbero rappresentare  nei cimiteri industriali dove sono lasciati a deperire. Il paesaggio industriale  è comunque  diverso dai nostri canoni pertanto interessante  e, in questo contesto di abbandono, fotogenico.</p>
<p><a rel="attachment wp-att-1982" href="http://www.derelicta.net/blog/?attachment_id=1982"><img class="alignnone size-full wp-image-1982" title="_FOT2111" src="http://www.derelicta.net/blog/wp-content/uploads/2012/01/FOT2111.jpg" alt="" width="700" height="307" /></a></p>
<p><a rel="attachment wp-att-1983" href="http://www.derelicta.net/blog/?attachment_id=1983"><img class="alignnone size-full wp-image-1983" title="_FOT2120" src="http://www.derelicta.net/blog/wp-content/uploads/2012/01/FOT2120.jpg" alt="" width="399" height="600" /></a></p>
<p><a rel="attachment wp-att-1985" href="http://www.derelicta.net/blog/?attachment_id=1985"><img class="alignnone size-full wp-image-1985" title="_FOT2144" src="http://www.derelicta.net/blog/wp-content/uploads/2012/01/FOT2144.jpg" alt="" width="600" height="399" /></a></p>
<p>Le  ore di luce erano sufficienti per  la chiusura del sipario su uno dei luoghi più suggestivi del viaggio. A fianco di un impianto minerario in piena attività giacciono i resti di una vecchia teleferica a fianco del terril, la collina di scorie. Un terril carbonifero è un ambiente all&#8217;apparenza vulcanico, composto di detriti derivanti dalla lavorazione del materiale estratto dalle miniere. Alcuni autocarri compivano continui viaggi di andata e ritorno sulle strade pesantemente  polverose di comunicazione.</p>
<p>Passando vicini all&#8217;impianto minerario,  lungo percorsi composti prima di erba, di selvaggi rovi, poi agricoli, infine sterrati, si giunse all&#8217;immenso traliccio di ruggine della ex teleferica.</p>
<p><a rel="attachment wp-att-1984" href="http://www.derelicta.net/blog/?attachment_id=1984"><img class="alignnone size-full wp-image-1984" title="_FOT2177" src="http://www.derelicta.net/blog/wp-content/uploads/2012/01/FOT2177.jpg" alt="" width="700" height="348" /></a></p>
<p><a rel="attachment wp-att-1988" href="http://www.derelicta.net/blog/?attachment_id=1988"><img class="alignnone size-full wp-image-1988" title="_FOT2184" src="http://www.derelicta.net/blog/wp-content/uploads/2012/01/FOT2184.jpg" alt="" width="398" height="600" /></a></p>
<p><a rel="attachment wp-att-1989" href="http://www.derelicta.net/blog/?attachment_id=1989"><img class="alignnone size-full wp-image-1989" title="_FOT2198" src="http://www.derelicta.net/blog/wp-content/uploads/2012/01/FOT2198.jpg" alt="" width="700" height="256" /></a></p>
<p>Il paesaggio sul piano superiore del terril è desertico. Nelle parti prive di vegetazione si aprono scenari di vita che  assumono i tratti dell&#8217; ambiente extraterrestre . Evitando di entrare  nel campo visivo di qualche autista  di passaggio, non restò molto tempo per  aggirarsi nel luogo. Non sarebbe  nemmeno salutare una permanenza  sulla collina artificiale date le esalazioni di gas ancora presenti all&#8217;interno delle scorie  minerarie, soprattutto nella stagione calda.</p>
<p><a rel="attachment wp-att-1990" href="http://www.derelicta.net/blog/?attachment_id=1990"><img class="alignnone size-full wp-image-1990" title="_FOT2213" src="http://www.derelicta.net/blog/wp-content/uploads/2012/01/FOT2213.jpg" alt="" width="700" height="173" /></a></p>
<p><a rel="attachment wp-att-1991" href="http://www.derelicta.net/blog/?attachment_id=1991"><img class="alignnone size-full wp-image-1991" title="_FOT2234" src="http://www.derelicta.net/blog/wp-content/uploads/2012/01/FOT2234.jpg" alt="" width="700" height="305" /></a></p>
<p>Sullo sfondo la città di Chervonograd e il fumo della ciminiera della  laveria centrale furono le immagini che si chiusero sulle nostre   personali sigle di chiusura.</p>
<p><a rel="attachment wp-att-1992" href="http://www.derelicta.net/blog/?attachment_id=1992"><img class="alignnone size-full wp-image-1992" title="_FOT2240" src="http://www.derelicta.net/blog/wp-content/uploads/2012/01/FOT2240.jpg" alt="" width="700" height="126" /></a></p>
<p><a rel="attachment wp-att-2024" href="http://www.derelicta.net/blog/?attachment_id=2024"><img class="alignnone size-full wp-image-2024" title="_FOT2216" src="http://www.derelicta.net/blog/wp-content/uploads/2012/02/FOT2216.jpg" alt="" width="700" height="308" /></a></p>
<p>Sono questi i quadri che ci si porta a casa  più piacevolmente, pertanto le cronache possono scrivere la parola fine  in questo punto. Il resto fu un normale  viaggio di ritorno prima nella città di Lviv, ed il giorno successivo a Milano, dopo due voli trascorsi in assoluta tranquillità.</p>
<p>Di seguito riassumo alcuni dettagli numerici per  gli amanti delle statistiche.</p>
<p>Voli aerei: 4<br />
Milano Malpensa -Vienna<br />
Vienna &#8211; Lviv<br />
Lviv – Vienna<br />
Vienna – Milano Malpensa</p>
<p>Giorni di permanenza: 10, dal 11 al 22 Agosto 2011</p>
<p>Principali città e paesi:<br />
Lviv – Novi Rodzyl – Kalush &#8211; Dolyna &#8211; Boryslav &#8211; Stepnik &#8211; Novoyavorivsk &#8211; Chervonograd</p>
<p>Spese:<br />
Costo totale: circa 600€ a persona.</p>
<p>Voli: 270€<br />
Contributo spese per auto e autista: 300€\2 + carburante<br />
Spese giornaliere per due persone: da 250Hrv (22,5€ per l&#8217;appartamento nel centro di Lviv) a 120Hrv (11€ per il motel periferico a Chervonograd).</p>
<p>Vitto: dal ristorante di classe a Lviv alla tavola calda 200-70Hrv (da 18 a 6€).<br />
Ulteriori acquisti: pochi € per  mappe (Mancanza di souvenir o oggetti di interesse).</p>
<p>Immagini scattate:<br />
1650 per 10GB con Nikon D300<br />
252 per 537 MB con Nikon Coolpix 4300<br />
3 rulli b\n Kodak TMAX 400 ISO con Mamiya M7</p>
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		<title>Ucraina 20 Agosto 2011: le miniere di Chervonograd</title>
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		<pubDate>Sat, 28 Jan 2012 19:43:48 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[<p>I trasferimenti quotidiani del viaggio hanno contribuito forse maggiormente al bagaglio di esperienze riportato in patria. Quadretti periferici ed extraurbani arricchivano l&#8217;immagine che andava delineandosi in noi dell&#8217;Ucraina.</p>
<p></p>
<p>Quello che andava  in scena era un quotidiano quasi esotico, non così profondamente diverso ma non rispondente alle regole che rigidamente sono andate  imponendosi nel vivere  <span style="color:#777"> . . . &#8594; Read More: <a href="http://www.derelicta.net/blog/?p=1934">Ucraina 20 Agosto 2011: le miniere di Chervonograd</a></span>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>I trasferimenti quotidiani del viaggio hanno contribuito forse maggiormente al bagaglio di esperienze riportato in patria. Quadretti periferici ed extraurbani arricchivano l&#8217;immagine che andava delineandosi in noi dell&#8217;Ucraina.</p>
<p><a rel="attachment wp-att-1952" href="http://www.derelicta.net/blog/?attachment_id=1952"><img class="alignnone size-full wp-image-1952" title="_FOT1783" src="http://www.derelicta.net/blog/wp-content/uploads/2012/01/FOT1783.jpg" alt="" width="399" height="500" /></a></p>
<p>Quello che andava  in scena era un quotidiano quasi esotico, non così profondamente diverso ma non rispondente alle regole che rigidamente sono andate  imponendosi nel vivere  occidentale.</p>
<p><a rel="attachment wp-att-1951" href="http://www.derelicta.net/blog/?attachment_id=1951"><img class="alignnone size-full wp-image-1951" title="_FOT1784" src="http://www.derelicta.net/blog/wp-content/uploads/2012/01/FOT1784.jpg" alt="" width="700" height="304" /></a></p>
<p>Il taglio delle erbacce lungo la statale, bruciate direttamente a lato della sede stradale.</p>
<p><a rel="attachment wp-att-1953" href="http://www.derelicta.net/blog/?attachment_id=1953"><img class="alignnone size-full wp-image-1953" title="_FOT1791" src="http://www.derelicta.net/blog/wp-content/uploads/2012/01/FOT1791.jpg" alt="" width="700" height="286" /></a></p>
<p>Chervonograd è una città dell&#8217;Ucraina Occidentale che nella seconda metà del Novecento ha  visto lo sviluppo di una intensa attività mineraria. Già giunti nei pressi del luogo ai lati delle strade in lontananza  spuntavano le sommità delle torri di estrazione del carbone.<br />
L&#8217;incontro con i nuovi accompagnatori permise di osservare la vita del mercato cittadino, composto di una realtà popolare per noi inusuale, con lunghe file di venditori autonomi e improvvisati.<br />
L&#8217;attesa  di Vitalj prima e di Jura poi non fu lunga. Arrivò anche la madre di quest&#8217;ultimo, che con un&#8217;italiano abbastanza corretto introdusse sé stessa e suo figlio in modo amichevole. Storie di emigrazione fortunate.<br />
L&#8217;alloggio proposto dove portammo i bagagli era  un motel di deserta periferia, dal costo estremamente contenuto, meno di 6€ a testa per una sistemazione di normale livello.</p>
<p><a rel="attachment wp-att-1954" href="http://www.derelicta.net/blog/?attachment_id=1954"><img class="alignnone size-full wp-image-1954" title="_FOT1987" src="http://www.derelicta.net/blog/wp-content/uploads/2012/01/FOT1987.jpg" alt="" width="600" height="399" /></a></p>
<p>Carichi di speranze  per  la vista dei pozzi minerari lungo il percorso ci recammo alla miniera diVizeyska. L&#8217;attività risultava cessata da  poco, l&#8217;ingresso senza  ostacoli stupiva, ma il silenzio fu presto rotto dalla  guardia, la quale, dopo una necessaria introduzione, acconsentiva ad  una visita ma,  riprendendo un copione ormai conosciuto a memoria, vietava l&#8217;impiego di fotocamere. Le giustificazioni sono pure comprensibili. L&#8217;Ucraina è un paese che vive ai margini dell&#8217;Europa Occidentale, probabilmente lontana dall&#8217;entrata  nell&#8217;UE ma presente nel Consiglio d&#8217;Europa. La situazione ambientale e lavorativa fa si che ciò che è più temuto siano riprese che possano essere  utilizzate  contro gli interessi delle aziende.</p>
<p><a rel="attachment wp-att-1955" href="http://www.derelicta.net/blog/?attachment_id=1955"><img class="alignnone size-full wp-image-1955" title="_FOT1805" src="http://www.derelicta.net/blog/wp-content/uploads/2012/01/FOT1805.jpg" alt="" width="650" height="335" /></a></p>
<p>La visita dell&#8217;area permetteva di essere posti a contatto diretto con l&#8217;attività produttiva  locale, nulla di paragonabile  al cuore  minerario ucraino nella regione del Donbas. Era  un piccolo impianto dall&#8217;incerto destino, come quello di coloro che hanno scavato nelle sottostanti viscere.</p>
<p>Al termine  il giovane Jura, un ingegnere che lavora in una delle miniere del luogo di nome Lesnaya, comprende  immediatamente le nostre necessità. Con una telefonata ottenne il permesso di visitare la  miniera,  accompagnato dal tanto atteso consenso a scattare alcune fotografie.<br />
Fu la prima volta che ci capitò di visitare  una miniera attiva, non un rudere, non un museo, un luogo dove gli operai sporchi di carbone uscivano dal pozzo, dove le operaie operavano nelle stanze di controllo.</p>
<p><a rel="attachment wp-att-1956" href="http://www.derelicta.net/blog/?attachment_id=1956"><img class="alignnone size-full wp-image-1956" title="_FOT1821" src="http://www.derelicta.net/blog/wp-content/uploads/2012/01/FOT1821.jpg" alt="" width="600" height="427" /></a></p>
<p>Stazione di carico vagoni.</p>
<p>Sebbene fu consigliato di nascondere le fotocamere in alcune situazioni per evitare  ulteriori questioni, trovammo il personale della miniera  molto disponibile, anche per recitare  la parte del protagonista  nello scatto.Derelicta.net possiede diverse sezioni, lascerei quindi le fotografie di dettaglio in una futura descrizione  del sito.</p>
<p><a rel="attachment wp-att-1957" href="http://www.derelicta.net/blog/?attachment_id=1957"><img class="alignnone size-full wp-image-1957" title="_FOT1830" src="http://www.derelicta.net/blog/wp-content/uploads/2012/01/FOT1830.jpg" alt="" width="332" height="500" /></a></p>
<p><a rel="attachment wp-att-1958" href="http://www.derelicta.net/blog/?attachment_id=1958"><img class="alignnone size-full wp-image-1958" title="_FOT1870" src="http://www.derelicta.net/blog/wp-content/uploads/2012/01/FOT1870.jpg" alt="" width="332" height="500" /></a></p>
<p><a rel="attachment wp-att-1959" href="http://www.derelicta.net/blog/?attachment_id=1959"><img class="alignnone size-full wp-image-1959" title="_FOT1871" src="http://www.derelicta.net/blog/wp-content/uploads/2012/01/FOT1871.jpg" alt="" width="600" height="245" /></a></p>
<p><a rel="attachment wp-att-1960" href="http://www.derelicta.net/blog/?attachment_id=1960"><img class="alignnone size-full wp-image-1960" title="_FOT1878" src="http://www.derelicta.net/blog/wp-content/uploads/2012/01/FOT1878.jpg" alt="" width="332" height="500" /></a></p>
<p><a rel="attachment wp-att-1961" href="http://www.derelicta.net/blog/?attachment_id=1961"><img class="alignnone size-full wp-image-1961" title="_FOT1873" src="http://www.derelicta.net/blog/wp-content/uploads/2012/01/FOT1873.jpg" alt="" width="600" height="399" /></a></p>
<p>Pur mantenendo i tempi troppo stretti per le nostre  necessità documentaristiche fummo soddisfatti.<br />
La vacanza  riprese  tono. Fu come se  l&#8217;atmosfera attorno si rischiarasse. Godendo di un&#8217;aria fresca che fu un sogno nei precedenti giorni, ci dirigemmo verso la miniera Bendyuzka ormai in abbandono. All&#8217;arrivo un forte rumore  richiamò alla mente gli onnipresenti ladri di metallo, individui che in Ucraina  vivono in simbiosi con aree  dismesse e in dismissione. Si rivelarono ex dipendenti. Un ex responsabile si dimostrò molto loquace, fu ben disponibile a lasciarci passeggiare attorno al sito ed alle due torri.</p>
<p><a rel="attachment wp-att-1963" href="http://www.derelicta.net/blog/?attachment_id=1963"><img class="alignnone size-full wp-image-1963" title="_FOT1940" src="http://www.derelicta.net/blog/wp-content/uploads/2012/01/FOT1940.jpg" alt="" width="600" height="399" /></a></p>
<p>La parte retrostante del deposito scorie, desolata quanto basta a tingersi di pura atmosfera di abbandono di cui siamo andati in cerca  da giorni, era un comodo punto di vista per la migliore prospettiva dei resti di  paesaggio industriale.</p>
<p><a rel="attachment wp-att-1962" href="http://www.derelicta.net/blog/?attachment_id=1962"><img class="alignnone size-full wp-image-1962" title="_FOT1929" src="http://www.derelicta.net/blog/wp-content/uploads/2012/01/FOT1929.jpg" alt="" width="600" height="411" /></a></p>
<p>Una delle motivazioni che mi spingono alla continuazione dello studio del russo è la consapevolezza di aver  mancato numerose occasioni di arricchimento della conoscenza dei luoghi e delle persone, per  l&#8217;incapacità di interazione diretta  con i numerosi personaggi interessanti incrociati lungo il nostro percorso.</p>
<p><a rel="attachment wp-att-1965" href="http://www.derelicta.net/blog/?attachment_id=1965"><img class="alignnone size-full wp-image-1965" title="_FOT1961" src="http://www.derelicta.net/blog/wp-content/uploads/2012/01/FOT19611.jpg" alt="" width="700" height="214" /></a></p>
<p><a rel="attachment wp-att-1966" href="http://www.derelicta.net/blog/?attachment_id=1966"><img class="alignnone size-full wp-image-1966" title="_FOT1991" src="http://www.derelicta.net/blog/wp-content/uploads/2012/01/FOT1991.jpg" alt="" width="700" height="206" /></a></p>
<p>Il ritorno al motel fu per la prima volta colmo di soddisfazione. La cena  non fu delle  migliori ma gli snack ucraini comunque graditi.</p>
<p><a rel="attachment wp-att-1971" href="http://www.derelicta.net/blog/?attachment_id=1971"><img class="alignnone size-full wp-image-1971" title="c" src="http://www.derelicta.net/blog/wp-content/uploads/2012/01/c.jpg" alt="" width="667" height="250" /></a></p>
<p>La serata potè continuare in un party a fianco dell&#8217;hotel che si concluse per me all&#8217;una e mezza. Con la confusione  generata  dalle pur  poche birre e vodka, mi recavo in quella stanza dove il giovane compagno di viaggio dormiva già da alcune ore. Il giorno seguente, l&#8217;ultimo, l&#8217;avventura fotografica  andò avanti, non senza quelle sorprese e contrattempi, persino spiazzanti, che  solo l&#8217;Ucraina  ci aveva così spesso dimostrato.</p>
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		<title>Ucraina 18\19 Agosto 2011: a  Novoyavorivsk per resti di macchine ed ex laveria</title>
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		<pubDate>Fri, 23 Dec 2011 21:19:13 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[<p></p>
<p>Il 18 Agosto ci ritrovammo di nuovo in auto in cinque, stretti come sardine diretti a Novoyavorivsk, per un paio di macchine da scavo, attorno ad una vecchia miniera a cielo aperto.</p>
<p>La lezione era ormai chiara, darsi aspettative era solo fonte di insoddisfazione. Giunti in prossimita di questi giganti di ferro silenziosi udimmo dei rumori, l&#8217;area <span style="color:#777"> . . . &#8594; Read More: <a href="http://www.derelicta.net/blog/?p=1903">Ucraina 18\19 Agosto 2011: a  Novoyavorivsk per resti di macchine ed ex laveria</a></span>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a rel="attachment wp-att-1905" href="http://www.derelicta.net/blog/?attachment_id=1905"><img class="alignnone size-full wp-image-1905" title="_FOT1460" src="http://www.derelicta.net/blog/wp-content/uploads/2011/12/FOT1460.jpg" alt="" width="600" height="282" /></a></p>
<p>Il 18 Agosto ci ritrovammo di nuovo in auto in cinque, stretti come sardine diretti a Novoyavorivsk, per un paio di macchine da scavo, attorno ad una vecchia miniera a cielo aperto.</p>
<p>La lezione era ormai chiara, darsi aspettative era solo fonte di insoddisfazione. Giunti in prossimita di questi giganti di ferro silenziosi udimmo dei rumori, l&#8217;area era ora un cantiere per la loro dismissione. Ciò limitò solo in parte la libertà d&#8217;azione. Sfumò la possibilità di scalarne le alte vette, se ciò ci allungò la vita non potremo mai saperlo.</p>
<p><a rel="attachment wp-att-1907" href="http://www.derelicta.net/blog/?attachment_id=1907"><img class="alignnone size-full wp-image-1907" title="_FOT1500" src="http://www.derelicta.net/blog/wp-content/uploads/2011/12/FOT1500.jpg" alt="" width="650" height="412" /></a></p>
<p><a rel="attachment wp-att-1908" href="http://www.derelicta.net/blog/?attachment_id=1908"><img class="alignnone size-full wp-image-1908" title="_FOT1476" src="http://www.derelicta.net/blog/wp-content/uploads/2011/12/FOT1476.jpg" alt="" width="600" height="380" /></a></p>
<p>E così incamminandoci tra sentieri fangosi e selvaggia vegetazione fu un altro bagno di sudore, sotto un sole cocente, lunghe strade polverose dal cui fondo poteva solo arrivare un altrettanto polveroso autocarro.</p>
<p><a rel="attachment wp-att-1906" href="http://www.derelicta.net/blog/?attachment_id=1906"><img class="alignnone size-full wp-image-1906" title="_FOT1514" src="http://www.derelicta.net/blog/wp-content/uploads/2011/12/FOT1514.jpg" alt="" width="650" height="200" /></a></p>
<p>La zona mineraria è ora diventata un grande lago. Oltre alle macchine rimaste si percepisce un&#8217;atmosfera di desolazione, rovina, ci sollevava solo il buonumore e la determinazione ad andare avanti, malgrado l&#8217;incertezza che aleggia sopra ai luoghi industriali ucraini.</p>
<p>Lo scorso anno fu coniato un termine per i viaggi organizzati approssimativamente dai cosiddetti &#8220;esploratori urbani&#8221; con scarse conoscenze e mancanza di contatti internazionali. Il cosiddetto “demolition tour”, ovvero un elenco di visite a luoghi parzialmente o del tutto demoliti, museificati, estremamente vuoti. Cominciò a sorgere quindi in noi l&#8217;idea che il destino ci avesse preparato uno scherzo, ripagandoci con una simile vacanza.</p>
<p>Attingendo ad un inesauribile  riserva di speranza, fummo decisi nel compiere un altro passo: la gigantesca laveria dello zolfo, poco più a nord, sebbene già pesantemente demolita, doveva proprio fornire immagini di un paesaggio industriale ampio e ampiamente devastato.</p>
<p><a rel="attachment wp-att-1911" href="http://www.derelicta.net/blog/?attachment_id=1911"><img class="alignnone size-full wp-image-1911" title="_FOT1547" src="http://www.derelicta.net/blog/wp-content/uploads/2011/12/FOT1547.jpg" alt="" width="650" height="314" /></a></p>
<p>Tra i pochi edifici esistenti, di incerta funzione, la presenza di muschio negli edifici lasciava intendere che  l&#8217;abbandono ha potuto maturare  in condizioni ottimali, purtroppo però la demolizione ha posto fine anche a  questa  rovina del Novecento.</p>
<p><a rel="attachment wp-att-1912" href="http://www.derelicta.net/blog/?attachment_id=1912"><img class="alignnone size-full wp-image-1912" title="_FOT1527" src="http://www.derelicta.net/blog/wp-content/uploads/2011/12/FOT1527.jpg" alt="" width="600" height="399" /></a></p>
<p>Tra le varie  cianfrusaglie e testimonanze archeologiche c&#8217;erano alcuni resti di tessere del sindacato comunista.</p>
<p><a rel="attachment wp-att-1913" href="http://www.derelicta.net/blog/?attachment_id=1913"><img class="alignnone size-full wp-image-1913" title="_FOT1529" src="http://www.derelicta.net/blog/wp-content/uploads/2011/12/FOT1529.jpg" alt="" width="500" height="332" /></a></p>
<p>Giunti al tetto, con il 300mm si osservava che in mezzo alle macerie si muovevano non solo sparuti operai, ma altri individui di più incerta provenienza, che raccoglievano pezzi di ferro in quel deserto di sassi e  polvere.</p>
<p><a rel="attachment wp-att-1910" href="http://www.derelicta.net/blog/?attachment_id=1910"><img class="alignnone size-full wp-image-1910" title="_FOT1560" src="http://www.derelicta.net/blog/wp-content/uploads/2011/12/FOT1560.jpg" alt="" width="600" height="398" /></a></p>
<p>Per meglio cogliere il panorama circostante un altro palazzo ancor più alto, brutto quanto un ecomostro di periferia e misteriosamente chiuso con un lucchetto, fu scalato fino alla cima.</p>
<p><a rel="attachment wp-att-1909" href="http://www.derelicta.net/blog/?attachment_id=1909"><img class="alignnone size-full wp-image-1909" title="_FOT1579" src="http://www.derelicta.net/blog/wp-content/uploads/2011/12/FOT1579.jpg" alt="" width="600" height="399" /></a></p>
<p>La maestosità degli altiforni occidentali, gli impianti integri che passavano veloci nella nostra memoria di breve periodo, lasciati alle spalle con la nostra partenza, lasciava spazio ad altre immagini attuali, perlopiù costruite da blocchi deformi di cemento armato, cumuli di mattoni, rottami, scheletri, ma forse per questo più rappresentativi dello sgretolamento del blocco sovietico e della sua potente industrializzazione.</p>
<p>Il programma della giornata era esaurito, ed abbandonandoci alle guide locali ci lasciammo trasportare come degenti verso il termine di una lunga malattia.</p>
<p>Giunti ad un paese di cui il nome  mi rimarrà per sempre oscuro, ma senza  rimpianti, alla vista di un orribile cotonificio non ci fu ormai nemmeno più una reazione emotiva.</p>
<p><a rel="attachment wp-att-1914" href="http://www.derelicta.net/blog/?attachment_id=1914"><img class="alignnone size-full wp-image-1914" title="_FOT1610" src="http://www.derelicta.net/blog/wp-content/uploads/2011/12/FOT1610.jpg" alt="" width="600" height="285" /></a></p>
<p>Infierendo su di noi un sadico futuro ci riservava a pochi minuti l&#8217;ennesimo ecomostro cittadino, che avrebbe perlomeno permesso di fotografare il paesaggio circostante. Persino questo si rivelò essere frequentato da una ipotetica guardia. Anche di fronte a questa rivelazione la mente razionale non potè trovare valida spiegazione, ma solo un indifferente dietro front.</p>
<p><a rel="attachment wp-att-1915" href="http://www.derelicta.net/blog/?attachment_id=1915"><img class="alignnone size-full wp-image-1915" title="_FOT1603" src="http://www.derelicta.net/blog/wp-content/uploads/2011/12/FOT1603.jpg" alt="" width="600" height="399" /></a></p>
<p>Questa vacanza  permise anche  di archiviare  una certa dose di spezzatino ordinario urbano e quotidiano. Ecco un banchetto di vendita del quartiere.</p>
<p><a rel="attachment wp-att-1917" href="http://www.derelicta.net/blog/?attachment_id=1917"><img class="alignnone size-full wp-image-1917" title="_FOT1601" src="http://www.derelicta.net/blog/wp-content/uploads/2011/12/FOT1601.jpg" alt="" width="600" height="352" /></a></p>
<p>Ci si tolse più tardi una diversa soddisfazione, trovando finalmente in un menù i tradizionali “vareniki”, ravioli ucraini, pur gustosi, ma che stanno ai casoncelli alla bergamasca quanto un&#8217;acciaieria intatta sta ai ruderi che tante volte in questi giorni erano transitati lungo i nostri nervi ottici.</p>
<p>Non senza  scoprire  però anche una prelibatezza come la  pizza  in ucraina.</p>
<p><a rel="attachment wp-att-1916" href="http://www.derelicta.net/blog/?attachment_id=1916"><img class="alignnone size-full wp-image-1916" title="_FOT1594" src="http://www.derelicta.net/blog/wp-content/uploads/2011/12/FOT1594.jpg" alt="" width="500" height="332" /></a></p>
<p>19 Agosto: giornata di relax cittadino a Lviv</p>
<p>Trascorso il tempo necessario per metabolizzare le impressioni potremmo affermare che la pausa del 19 fu una linea di confine tra due vacanze: cambiarono i luoghi, la tipologia del paesaggio, le condizioni atmosferiche, gli accompagnatori, ma soprattutto cambiò il nostro destino, che dalle numerose rinunce a cui ci eravamo abituati, si trasformò in una serie di piacevoli sorprese, finalmente il vento cominciò a girare nella giusta direzione.</p>
<p>Prima però ci fu una pausa cittadina.</p>
<p><a rel="attachment wp-att-1918" href="http://www.derelicta.net/blog/?attachment_id=1918"><img class="alignnone size-full wp-image-1918" title="_FOT1633" src="http://www.derelicta.net/blog/wp-content/uploads/2011/12/FOT1633.jpg" alt="" width="600" height="399" /></a></p>
<p>Lviv è una città che merita una visita non superficiale, non è ampia, ritagliandosi un paio di giorni per dedicarle maggiore attenzione fu necessario, anche per ricreare un senso di benessere psico fisico dopo i numerosi “Net” pronunciati in risposta alle nostre richieste.</p>
<p>Mi gustai la  visita  alla città alzandomi quando il sole  era ancora basso, un luogo pressochè deserto dove solo i primi autobus, le vecchiette  in preghiera, i netturbini, animavano queste antiche strade.</p>
<p><a rel="attachment wp-att-1919" href="http://www.derelicta.net/blog/?attachment_id=1919"><img class="alignnone size-full wp-image-1919" title="_FOT1653" src="http://www.derelicta.net/blog/wp-content/uploads/2011/12/FOT1653.jpg" alt="" width="600" height="399" /></a></p>
<p>Al pomeriggio trovai il tempo per  incamminarmi su una  alta rupe, per uno sguardo sulla città, nei sui contrasti urbano-industriali, pur limitati.</p>
<p><a rel="attachment wp-att-1920" href="http://www.derelicta.net/blog/?attachment_id=1920"><img class="alignnone size-full wp-image-1920" title="_FOT1696" src="http://www.derelicta.net/blog/wp-content/uploads/2011/12/FOT1696.jpg" alt="" width="600" height="399" /></a></p>
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		<title>Ucraina 16\17 Agosto 2011: a Lviv, poi impianti chimici, petrolio e pozzi minerari</title>
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		<pubDate>Wed, 21 Dec 2011 19:27:55 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Ucraina Occidentale]]></category>
		<category><![CDATA[Viaggi]]></category>
		<category><![CDATA[abbandono industriale]]></category>
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		<description><![CDATA[<p>16 Agosto: giornata di trasferimento cittadino.</p>
<p></p>
<p>Al mattino ulteriori panorami urbani della periferia riempirono le ore di attesa per  l&#8217;autista, col quale si doveva far ritorno all&#8217;appartamento di Lviv. In mezzo a piccoli mercatini svettava imponente il centro commerciale  in crudo cemento armato.</p>
<p></p>
<p>Lviv è una piccola città, con un centro storico tutelato dall&#8217;UNESCO, e con interessanti <span style="color:#777"> . . . &#8594; Read More: <a href="http://www.derelicta.net/blog/?p=1858">Ucraina 16\17 Agosto 2011: a Lviv, poi impianti chimici, petrolio e pozzi minerari</a></span>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>16 Agosto: giornata di trasferimento cittadino.</p>
<p><a rel="attachment wp-att-1875" href="http://www.derelicta.net/blog/?attachment_id=1875"><img class="alignnone size-full wp-image-1875" title="DSCN0229" src="http://www.derelicta.net/blog/wp-content/uploads/2011/12/DSCN0229.jpg" alt="" width="409" height="545" /></a></p>
<p>Al mattino ulteriori panorami urbani della periferia riempirono le ore di attesa per  l&#8217;autista, col quale si doveva far ritorno all&#8217;appartamento di Lviv. In mezzo a piccoli mercatini svettava imponente il centro commerciale  in crudo cemento armato.</p>
<p><a rel="attachment wp-att-1876" href="http://www.derelicta.net/blog/?attachment_id=1876"><img class="alignnone size-full wp-image-1876" title="DSCN0239" src="http://www.derelicta.net/blog/wp-content/uploads/2011/12/DSCN0239.jpg" alt="" width="397" height="500" /></a></p>
<p>Lviv è una piccola città, con un centro storico tutelato dall&#8217;UNESCO, e con interessanti locali a tema di cui facemmo la prima interessante scoperta. Al suo interno ci sono molti riferimenti storici all&#8217;attività mineraria di Borislav, una località che era  nel programma e di imminente realizzazione. Una sorta di birreria museo.</p>
<p><a rel="attachment wp-att-1877" href="http://www.derelicta.net/blog/?attachment_id=1877"><img class="alignnone size-full wp-image-1877" title="_FOT1245" src="http://www.derelicta.net/blog/wp-content/uploads/2011/12/FOT1245.jpg" alt="" width="332" height="500" /></a></p>
<p>Poco rimane da dire, diventerebbe una guida turistica, mentre  Derelicta.net tratta di ciò che  sulle guide turistiche normalmente  è del tutto ignorato.<br />
La sera, volendo esagerare, si scelse  un ristorante  di buon livello, di quelli che nel nostro paese, entrando, ci si deve assicurare di avere  la carta di credito con sé. Il conto fu esoso per  la media Ucraina, 400Hrv (36€    per due), e la pancia pienamente soddisfatta.</p>
<p>17 Agosto: le raffinerie, i pozzi a Borislav e  le miniere di potassio</p>
<p><a rel="attachment wp-att-1895" href="http://www.derelicta.net/blog/?attachment_id=1895"><img class="alignnone size-full wp-image-1895" title="bslstdr" src="http://www.derelicta.net/blog/wp-content/uploads/2011/12/bslstdr.jpg" alt="" width="650" height="500" /></a></p>
<p>Viaggiando verso Ovest la condizione stradale migliorava, quella metereologica confermava caldo e l&#8217;umidità. Da  una curva appariva  il profilo industriale di Drohovic.<br />
Fu un nuovo fallimento, che  segnava  la prima fermata di fronte ad una fabbrica di lubrificanti , in cui l&#8217;attività produttiva è cessata ma la presenza umana  mantiene una regolarità, per  ragioni non identificate, che non permise  di varcare  i cancelli nemmeno di pochi millimetri.</p>
<p><a rel="attachment wp-att-1878" href="http://www.derelicta.net/blog/?attachment_id=1878"><img class="alignnone size-full wp-image-1878" title="_FOT1277" src="http://www.derelicta.net/blog/wp-content/uploads/2011/12/FOT1277.jpg" alt="" width="750" height="218" /></a></p>
<p><a rel="attachment wp-att-1879" href="http://www.derelicta.net/blog/?attachment_id=1879"><img class="alignnone size-full wp-image-1879" title="_FOT1290" src="http://www.derelicta.net/blog/wp-content/uploads/2011/12/FOT1290.jpg" alt="" width="604" height="372" /></a></p>
<p>Si provò prima  alla periferia di Borislav, per  un paio di pozzi minerari, in cui si estraeva ozocerite, un minerale  ceroso derivato dal petrolio. Elementi di contorno rispetto a ciò di cui si andava  cercando, soprattutto avendo volato così lontano dalle nostre  case.</p>
<p><a rel="attachment wp-att-1880" href="http://www.derelicta.net/blog/?attachment_id=1880"><img class="alignnone size-full wp-image-1880" title="_FOT1296" src="http://www.derelicta.net/blog/wp-content/uploads/2011/12/FOT1296.jpg" alt="" width="415" height="500" /></a></p>
<p><a rel="attachment wp-att-1881" href="http://www.derelicta.net/blog/?attachment_id=1881"><img class="alignnone size-full wp-image-1881" title="_FOT1299" src="http://www.derelicta.net/blog/wp-content/uploads/2011/12/FOT1299.jpg" alt="" width="600" height="566" /></a></p>
<p>Ci si diresse  verso il centro di Borislav, per alcuni pozzi di estrazione del petrolio installati all&#8217;interno del giardino pubblico, un paesaggio industriale dai tratti certamente  insoliti, ma per condizioni ambientali, e probabilmente  psicologiche per i continui imprevisti, non destò particolare  impressione.</p>
<p><a rel="attachment wp-att-1882" href="http://www.derelicta.net/blog/?attachment_id=1882"><img class="alignnone size-full wp-image-1882" title="_FOT1311" src="http://www.derelicta.net/blog/wp-content/uploads/2011/12/FOT1311.jpg" alt="" width="584" height="500" /></a></p>
<p>Un ulteriore tentativo di visita ad  una fabbrica di vernici, molto interessante vista dal perimetro, andò ad arricchire l&#8217;elenco delle rinuncie forzate. Malgrado la mediazione dell&#8217;accompagnatore, la guardia non ne volle sapere  di fotografie, e la mostra  del nostro prezioso libro personale  creato appositamente  per il viaggio, dal titolo “Industrial photography”, non sortì effetto alcuno.</p>
<p>Un&#8217;altra giornata volgeva al termine.  Si volle chiudere con i pozzi minerari del potassio a Stepnick.<br />
Il primo impianto presentava semplici fabbricati attorno ad un pozzo tra i tanti visti nell&#8217;intera Europa. La sala argani ben chiusa rese  il giro una passeggiata nell&#8217;erba.</p>
<p><a rel="attachment wp-att-1883" href="http://www.derelicta.net/blog/?attachment_id=1883"><img class="alignnone size-full wp-image-1883" title="_FOT1334" src="http://www.derelicta.net/blog/wp-content/uploads/2011/12/FOT1334.jpg" alt="" width="513" height="550" /></a></p>
<p>Poco oltre  una roulotte  nascondeva all&#8217;interno una donna che  tranquillamente ci indirizzò oltre la ferrovia per  trovare  il  successivo impianto.<br />
Di dimension i maggiori questo versava però in condizioni peggiori del  precedente. Uno scenario che rimanda a bombardamenti della seconda  guerra mondiale aveva come unici attori noi che  cercavamo punti di  suggestione, in mezzo a cumuli di mattoni, pietre, qualche rottame  arruginito, una ciminiera, un hangar in legno per metà devastato dalla  forza del Tempo, e l&#8217;immancabile pozzo di estrazione.</p>
<p><a rel="attachment wp-att-1884" href="http://www.derelicta.net/blog/?attachment_id=1884"><img class="alignnone size-full wp-image-1884" title="_FOT1364" src="http://www.derelicta.net/blog/wp-content/uploads/2011/12/FOT1364.jpg" alt="" width="650" height="288" /></a></p>
<p><a rel="attachment wp-att-1885" href="http://www.derelicta.net/blog/?attachment_id=1885"><img class="alignnone size-full wp-image-1885" title="_FOT1377" src="http://www.derelicta.net/blog/wp-content/uploads/2011/12/FOT1377.jpg" alt="" width="600" height="399" /></a></p>
<p>Ci era nota la presenza di una sala argani custodita ed in buono stato, con una guardiana già vista  su un&#8217;articolo visualizzato in Rete. Da lontano alcuni anziani personaggi ci avevano individuato, senza  muoversi da quella panchina. Ci avvicinammo, trovando quindi la sala argani, da lontano alcune luci accese su un pannello di controllo lo resero interessante  alla vista. Restò l&#8217;unica immagine di quel luogo, mai fissatasi su supporti digitali. Saputo infatti dei due italiani in visita per fotografare  edifici di tale natura, ci fu lasciato intendere con le buone maniere il loro rifiuto per  scattare anche la più misera delle fotografie possibili. Uno di loro, riconosciuta persino una miniera presente  nel nostro book, ed in relazione lontana con la storia del luogo, non si fece convincere troppo, manifestando una inquietante predisposizione post sovietica, e stimolato dalla  parola hobby il suo cervello riusci a cogliere  l&#8217;incomprensibile analogia con “alibi”.<br />
Certi dell&#8217;impossibilità di procedere lungo un percorso di incomunicabilità, mediata dall&#8217;accompagnatore ucraino, per ragioni essenzialmente cultuali, riprendemmo la via della ferrovia attiva per  ripartire verso una foto di paesaggio minerario poco distante, per  altri pozzi solo dalla distanza, appartenenti ad  un impianto di produzione di fertilizzaniti dal potassio.</p>
<p><a rel="attachment wp-att-1886" href="http://www.derelicta.net/blog/?attachment_id=1886"><img class="alignnone size-full wp-image-1886" title="_FOT1391" src="http://www.derelicta.net/blog/wp-content/uploads/2011/12/FOT1391.jpg" alt="" width="700" height="242" /></a></p>
<p>Quindi vi fu il ritorno a Lviv, non senza aver  osservato lungo la strada  altre carovane  di vita  quotidiana.</p>
<p><a rel="attachment wp-att-1887" href="http://www.derelicta.net/blog/?attachment_id=1887"><img class="alignnone size-full wp-image-1887" title="_FOT1432" src="http://www.derelicta.net/blog/wp-content/uploads/2011/12/FOT1432.jpg" alt="" width="600" height="411" /></a></p>
<p><a rel="attachment wp-att-1888" href="http://www.derelicta.net/blog/?attachment_id=1888"><img class="alignnone size-full wp-image-1888" title="_FOT1435" src="http://www.derelicta.net/blog/wp-content/uploads/2011/12/FOT1435.jpg" alt="" width="600" height="399" /></a></p>
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